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Data: 26/05/2011
Testata giornalistica: L'Unit
Liberalizzazioni - Ataf. I sindaci ci mettono la faccia «Privatizzare è indispensabile» I comuni soci si schierano a fianco di Firenze: «Non ci sono alternative»

Dalla Regione altri fondi per i bus, ma l'azienda fiorentina ne resta fuori Nuove polemiche Il presidente attacca i sindacati: «Adesivi anti-Renzi alle paline»

Ataf, i sindaci dei comuni soci ci mettono la faccia. Per dire «avanti tutta» con la privatizzazione parziale della società, all'indomani della protesta dei sindacati a Firenze (500 lavoratori sotto Palazzo Vecchio a urlare «l'Ataf non si vende»). Intanto, la Regione snobba Ataf nella ripartizione di fondi residui sul trasporto pubblico: sono Tiemme, Cap, Atl e Li-nea le quattro società che beneficeranno dell'erogazione. A Tiemme vanno 153mila euro, alla Cap 159mila, a Atl 144mila e a Li-nea 90mila. Sono cofinanziamenti che consentiranno l'acquisto di quattro nuovi mezzi. Due i criteri utilizzati dall'assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao per l'assegnazione: l'anzianità dei mezzi da sostituire e le percorrenze annue di servizio al pubblico in ambiti urbani critici da un punto di vista di inquinamento. Se il Comune di Firenze, da soc i o d i m a g g i o r a n z a , s p i n g e sull'acceleratore per la privatizzazione di Ataf, anche i sindaci degli altri comuni soci sono sulla stessa linea. Spiega Luciano Bartolini, sindaco di Bagno a Ripoli: «Spiace per le proteste sindacali, noi non vogliamo svendere Ataf: la attrezziamo per il bando regionale unico del trasporto pubblico. L'azienda rimarrà pubblica, con il know how dei privati». Aggiunge Fabio Incatasciato, sindaco di Fiesole: «I comuni sono strozzati dai tagli, non ce la facciamo più a ripianare le perdite di Ataf. Questa operazione aiuterà utenti e dipendenti». Chiude Simone Gheri, sindaco di Scandicci: «Non ci sono più risorse per ricapitalizzare, avanti così e si portano i libri in tribunale. Non c'è alternativa a privatizzare». Intanto , dopo il corteo di ieri l'altro, nuova polemica tra il presidente di Ataf e i sindacati: «È paradossale che proprio coloro che gridano di amare così tanto la cosa pubblica, la danneggino per diffondere il loro messaggio. E poi pagano i cittadini», dice Filippo Bonaccorsi additando gli adesivi contro il sindaco Matteo Renzi attaccati alle pensiline. Il sindaco incontrerà i sindacati dell'Ataf, sempre più inquieti per il futuro loro e dell'azienda, martedì: «Per strappare un appuntamento abbiamo dovuto fare le 21 in piazza Signoria», spiegano i vertici della Rsu, Alessandro Nann i n i ( C o b a s ) e M a s s i m o M i l l i (Cgil). Conclude Americo Leoni (Faisa): «A Renzi chiederemo garanzie economiche per l'anno prossimo». Contro la privatizzazione di Ataf si schierano i consiglieri comunali Ornella De Zordo (Per Unaltracittà) e Tommaso Grassi (Lista Spini), oltre all'Idv cittadino, provinciale e e regionale.

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