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Pescara, 14/04/2026
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Data: 27/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi avvicina Obama «Da noi dittatura dei pm» Il Cavaliere: in Italia giudici di sinistra, sempre assolto in 31 processi. Fuori programma al G8. Il presidente Usa sorpreso

DEAUVILLE - Cerca disperatamente una telecamera, un obiettivo che lo ritragga vicino alla guest star della giornata: Barack Obama. Alla fine Silvio Berlusconi lo trova all'inizio della sessione chiamata a discutere di sicurezza nucleare. Trova la foto. Recupera immagini da pubblicare, da mettere nei suoi archivi, da far vedere nelle proiezioni serali ad Arcore. Guadagna le aperture di tutti i tg e i giornali. Poco importa se abborda il presidente americano come fosse un turista alla Fontana di Trevi. Poco conta se Obama sbuffa e si annoia a sentire l'ennesima descrizione dell'Italia come un Paese preda di una «quasi dittatura dei giudici di sinistra». Non si turba nemmeno quando l'interprete corre per arginare il poco fluent english che stava mandando in tilt l'inquilino della Casa Bianca.
Stavolta Berlusconi per guadagnarsi uno scatto non deve urlare, come accade al G8 di Londra del 2009. Tantomeno bofonchiare qualcosa nell'orecchio, come fece a George Bush a Bruxelles nel 2001 durante un summit Nato. Ieri pomeriggio Berlusconi prima fissa per qualche minuto il presidente americano cercando di intercettarne lo sguardo. Poi con un lampo di genio, si dirige da Livio, fotografo ufficiale di palazzo Chigi - presente nella sala e fermo a insieme a tanti altri cineoperatori a lato di Obama - invitandolo a stare attento. Attimi di secondo e Berlusconi passa vicino ad Obama, già seduto a fianco di Sarkozy. Si china e comincia a parlare, mentre Livio scatta, scatta e ancora scatta. «How are you», è l'incipit del Cavaliere. Obama ringrazia, annuisce, ma Berlusconi non molla e continua con «we have a new majority». Si precipita anche Bruno Archi, consigliere diplomatico di palazzo Chigi, che quando sente che Berlusconi non sta affrontando nessuno dei dossier del G8, si riallontana. Le telecamera riprendono la scena. Rubano anche frasi smozzicate del Cavaliere che non aggiungono altro ad un repertorio già consunto da mesi di campagna elettorale. «Ho una nuova maggioranza». E ancora: «Abbiamo presentato la riforma della giustizia», «per noi è fondamentale, perchè in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra». «Io sono stato assolto 31 volte», insiste il Cavaliere. Obama ascolta innervosito concetti che farebbero scarsa figura persino su un report di Wikileaks.
Altro che sfogo, come qualcuno ipotizza e Bonaiuti minimizza. Solo la voglia di tornare ad interloquire con il rappresentante di una superpotenza con la quale qualche anno fa era di casa. Finita la guerra in Iraq e cambiato il colore dell'amministrazione, Berlusconi sembra però avere pochi altri argomenti buoni da spendere con l'attuale inquilino della Casa Bianca al quale racconta l'Italia che vorrebbe che fosse, nello stesso modo in cui la racconta agli italiani da quasi vent'anni. «E' nervoso», tenta di giustificare Bossi. L'impressione è che all'ennesimo G8 e con una sconfitta elettorale alle porte, il Cavaliere punti a mettere le mani avanti con un repertorio alquanto consunto. Toccherà a Giorgio Napolitano, che stasera incontrerà Obama a Varsavia, dare all'alleato qualche spiegazione migliore di quella offerta da Bossi.


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