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Pescara, 14/04/2026
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Data: 27/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lo sconcerto di Napolitano l'opposizione va all'attacco. Dal Colle nessun commento ma stupore per le accuse ai magistrati

Bersani: il problema del Paese è Silvio. Casini: ha perso la misura.

ROMA - Se il Colle tace perché le ultime fasi della campagna elettorale impongono a Giorgio Napolitano una dose supplementare di riserbo, le opposizioni vanno all'attacco e criticano duramente l'ennesima sortita di Berlusconi contro le toghe, immortalata dal video che ritrae il premier a colloquio con Barack Obama al vertice del G8, sostenendo che in Italia «c'è quasi una dittatura dei pm».
Dalle opposizioni arrivano commenti aspri, a tratti anche carichi di ironia. «Quanto dovranno governare prima di dire che i problemi sono colpa loro?», si domanda Bersani e soggiunge: «Il Cavaliere chiederà ad Obama un intervento della Nato contro i Pubblici ministeri?». Gli fanno eco il vicepresidente dei deputati del Pd, Maran: «E' una nuova brutta figura davanti al mondo» e Niki Vendola che definisce «incredibile» la sortita del premier. Mentre il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, commenta sconsolato: «Mi sembra che Berlusconi stia perdendo il senso delle dimensioni. In genere si piange o si ride. Meglio ridere». Ironica la reazione di Di Pietro: «Se è vero che Berlusconi ha detto che in Italia c'è una dittatura dei giudici di sinistra, mi auguro che Obama gli abbia risposto a dovere spiegandogli come ci si comporta negli Stati Uniti per casi simili».
Inutile - come si è detto - tentare di strappare qualche reazione ufficiale del Colle. Ma non ci vuole molta fantasia per immaginare lo sconcerto e l'irritazione di Giorgio Napolitano, e anche lo stupore perché Berlusconi attacca i magistrati in una sede internazionale proprio mentre a Roma, presso la Corte di Cassazione, il nostro paese ha il privilegio di ospitare un importante convegno dei Pg delle Supreme corti europee. Anche se - giova ripeterlo - la scadenza elettorale impone obblighi particolari, non si va lontano dal vero se, per decifrare lo stato d'animo di Napolitano, si ricorda quanto egli stesso ebbe a dire con una nota ufficiale il 10 dicembre 2009 dopo che Berlusconi aveva attaccato i Pm, la Consulta e lo stesso Quirinale («Tutti di sinistra») ad una riunione del Partito popolare europeo svoltasi in Germania.
Napolitano espresse «profondo rammarico e preoccupazione» in relazione «alle espressioni del presidente del Consiglio in una importante sede politica internazionale di violento attacco contro le fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana».
Allora si trattava di un convegno del Ppe, figuriamoci ora che lo scenario è il vertice del "G8" e l'interlocutore è Barack Obama. Che poi Napolitano la pensi in modo diametralmente opposto a Berlusconi sui magistrati e sulla riforma della giustizia, lo dimostrano tutti gli interventi presidenziali; a cominciare da quello del 9 maggio scorso al Quirinale quando il capo dello Stato ammonì che onorare i giudici rappresenta la premessa per qualsiasi riforma della giustizia e disse con voce commossa: «Basta con le polemiche indiscriminate sui magistrati». Napolitano tace ma il quotidiano del Pd, Europa, gli chiede invece di intervenire pubblicamente: «C'è un vulnus gravissimo da sanare. C'è una dignità nazionale da ripristinare, davanti ai leader mondiali e in particolare davanti al presidente americano. Berlusconi, che ha già tradito le promesse agli italiani, e di questo gli elettori gli stanno presentando il conto, ha tradito anche la Nazione».






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