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Data: 27/05/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
D'Alessio rinuncia al concerto pro Moratti «Non suono per i commenti della Lega»

Il cantante napoletano non sale sul palco. L'assessore Cadeo: «Ha detto di aver avuto minacce di morte»

MILANO - Niente Gigi D'Alessio sul palco alla chiusura della campagna elettorale di Letizia Moratti. Il cantante ha deciso di non presentarsi in piazza Duomo come reazione alle tante critiche ricevute per la decisione di esibirsi a favore di una coalizione che comprende anche la Lega Nord. E per diversi commenti negativi sulla scelta del suo nome emersi proprio dagli ambienti leghisti. Ma l'assessore Cadeo spiega anche che il cantante napoletano «ha detto di aver avuto minacce di morte».

«PENSAVO FOSSE UNA FESTA» - «Io ero a Milano con tutto l'affetto ma su internet sono arrivati messaggi brutti. Credevo di partecipare ad una festa invece era una guerra». Ha spiegato così D'Alessio ai fan in piazza Duomo che lo attendevano da ore il perché della sua scelta. Il cantante, in collegamento telefonico con Red Ronnie, che lo aveva messo in viva voce, ha spiegato che i molti messaggi negativi e le minacce ricevute sulla sua pagina Facebook. «Mi hanno destabilizzato e ho deciso di andare via da Milano. Mi hanno bersagliato su internet - ha aggiunto il cantante - così ho deciso di andare via per non creare ulteriori problemi, soprattutto per la mia incolumità».

LE RAGIONI DELLA SCELTA - «Sono stato invitato dal presidente Berlusconi a festeggiare questa giornata ed ho aderito con piacere - ha spiegato il cantante -. Ma il clima di estrema tensione che si è venuto a creare, sia attraverso i giudizi di chi ha un pensiero politico diverso, che i commenti ricevuti da parte di alcuni esponenti della Lega Nord, in quanto napoletano, mi hanno indotto a recedere dall'invito e lasciare Milano». «Credevo - ha aggiunto D'Alessio - che in un paese libero e democratico non accadessero cose come queste. Ciascuno è e deve rimanere libero di esprimere la propria opinione senza per questo offendere nessuno ne tantomeno essere offeso o ancor peggio minacciati. Sono un libero pensatore e nelle mie canzoni rappresento sempre i buoni sentimenti. Voglio continuare ad essere me stesso e a raccontare storie d'amore, storie che uniscono e che non invitano mai al dissenso o a creare barriere». In un successivo lancio d'agenzia ha aggiunto e ulteriormente precisato: «Io credevo di partecipare a una festa, pensavo fosse una festa per la musica, per la Moratti, per il Pdl Ma quando ho ricevuto tutte minacce da parte di chi ha un giro politico diverso, diciamo dalla sinistra, mi sono sentito così male che ho pensato di ritornare. Tra l'altro mi sono anche risentito su delle parole che qualche esponente della Lega ha detto».

Il palco del concerto in piazza Duomo (Cattaneo)
«NON SUONARE PER I LEGHISTI» - Un'altra ipotesi rilanciata dalle agenzie di stampa collega la scelta di non esibirsi a Milano con la volontà di non subire contestazioni al concerto napoletano. Un appello a non cantare a Milano era arrivato ad esempio dai verdi napoletani, che pure sono nello schieramento opposto a quello di Gianni Lettieri, portacolori del centrodestra per cui D'Alessio salirà sul palco venerdì. «Lo invitiamo a non cantare per i leghisti che ci odiano ed insultano e risveglia l' orgoglio napoletano - hanno dichiarato il commissario regionale degli ambientalisti Francesco Emilio Borrelli ed il segretario cittadino Vincenzo Peretti - . Se lo farà dovrà aspettarsi di nuovo i fischi da Napoli come successe durante il concerto di Pino Daniele». Per i Verdi, D'Alessio «non può cantare per i leghisti che lo deridono ed insultano Napoli. In queste ore hanno anche rimesso in circolazione il video in cui il leghista Matteo Salvini si rivolge ai meridionali cantando: 'Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani... Oh colerosi, terremotati... Voi col sapone non vi siete mai lavati...». E dopo la notizia dell'annullamento della performance milanese lo stesso Borrelli ha aggiunto: «Ha restituito onore ed orgoglio al nostro popolo rifiutandosi di fare il menestrello per i leghisti».

«NON TIRI IN BALLO NOI» - Ma anche la Lega si è fatta sentire: «La musica è musica: saremmo stati ben felici di avere Gigi D'Alessio sul palco in piazza Duomo ma D'Alessio non usi la Lega per coprire eventuali minacce» ha detto Matteo Salvini, uomo simbolo del Carroccio a Milano . «Se mai ci sono state minacce - ha aggiunto l'esponente leghista - provengono in parte dagli ambienti della sinistra e in parte da napoletani che non conoscono Milano e la sua capacità di accogliere. Non vorremmo che dietro queste minacce ci fosse anche la malavita, ma io non conosco quella realtà e quindi preferisco non esprimermi».

FAN NON AVVISATI - La notizia dell'annullamento del concerto non è però stata data ai fan in piazza che ancora mentre si esibiva Bryan Ferry continuavano ad acclamare «Gigi, Gigi». Tra le migliaia di persone in piazza (40mila per gli organizzatori, 5 mila per la questura), sono arrivati ad assistere allo spettacolo anche numerosi esponenti del centrodestra, a cui è stata riservata una zona vip ai piedi del palco. Tra loro il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il ministro della difesa Ignazio La Russa, i sottosegretari Daniela Santanchè, Luigi Casero e la parlamentare Pdl, Licia Ronzulli.

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