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Pescara, 24/10/2020
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Data: 28/05/2011
Testata giornalistica: Clickmobility
CCNL mobilità - Mancato incontro per trattativa, scatta la protesta dei sindacati. Filt-Cgil «La trattativa, a questo punto, è da considerarsi di fatto sospesa»

Il mancato incontro fra le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali di giovedì, in merito alla trattativa sul rinnovo del CCNL, ha fatto scattare la protesta dei sindacati.
All'incontro di ieri presso il Ministero di Infrastrutture e Trasporti l'incontro tra la delegazione ministeriale (composta anche dal Ministero del Lavoro) incaricata di coordinare la trattativa e la delegazione sindacale per fare il punto sullo stato del negoziato per il rinnovo del CCNL di categoria Trasporto Pubblico Locale nell'ambito del nuovo CCNL delle Mobilità non hanno partecipato le associazioni datoriali.

"Il fatto ha indotto il Ministero a richiedere alla delegazione sindacale qualche giorno di tempo per verificare le ragioni della decisione datoriale e le sue eventuali ricadute sulla prosecuzione della trattativa sul rinnovo del CCNL di categoria Trasporto Pubblico Locale che, a questo punto, è da considerare, di fatto, sospesa - spiega in una nota la Filt Cgil -".

"L'iniziativa ministeriale, preannunciata al termine dell'ultimo incontro del 19 maggio, era finalizzata a verificare, attraverso la consultazione separata della delegazione datoriale (Asstra e Anav) e della delegazione sindacale, la sussistenza concreta delle condizioni per proseguire la fase negoziale attivata il 19 aprile e finora articolatasi, senza registrare alcun avanzamento, negli incontri del 28 aprile, del 5, del 16 e, appunto, del 19 maggio scorsi. Da parte della delegazione ministeriale è stato evidenziato il rischio che, nelle condizioni allo stato determinatesi al tavolo di trattativa, la fase negoziale in corso risulti irrimediabilmente compromessa dalla contrapposizione frontale delle reciproche posizioni e che, pertanto, senza il superamento di tale situazione i due Ministeri si possano trovare nell'inevitabile condizione di ritirare la loro delegazione. Da parte sindacale sono stati evidenziati due aspetti fondamentali.

Il primo, riferito al fatto che risulta tuttora priva di riscontro la richiesta sindacale del 7 aprile scorso indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per un incontro sulla vertenza contrattuale e sulle risorse destinate al trasporto locale, per cui questa complessa e lunghissima vertenza giunge al momento più importante e delicato priva dell'intervento del massimo livello di responsabilità politico-istituzionale.

Il secondo aspetto, invece, riferito al fatto che questa perdurante carenza sul versante politico-istituzionale - che non può più essere surrogata dal "volenteroso" impegno della delegazione ministeriale finora impegnatasi al tavolo di trattativa - agevola l'approccio strumentale e dilatorio di Asstra e Anav. Tale secondo aspetto, peraltro, è a sua volta oggettivamente confermato proprio da quanto sostenuto dalla delegazione datoriale nell'ultimo incontro del 19 maggio quando, smentendo palesemente quanto accettato il 19 aprile, ha dichiarato che la sua proposta sul rinnovo contrattuale ha margini di mediazione, ma che non intende spenderli finchè non sarà chiarito il quadro delle risorse finanziarie al settore, respingendo così la proposta sindacale, fatta propria in quell'occasione dalla stessa delegazione ministeriale, di produrre per il confronto una nuova, più avanzata ipotesi datoriale".

Presa di posizione netta anche quella espressa dall'Ugl Trasporti nei confronti delle Fs.
"Quello che poteva essere un giorno importante per il rilancio del confronto tra sindacati e aziende della mobilità, si è rivelato invece la giornata dell' 'assenza' e dell'irresponsabilità" ha sottolineato il segretario nazionale dell'Ugl Trasporti, Fabio Milloch, dopo il nulla di fatto degli incontri di ieri
sul ccnl Mobilità e sul piano industriale del Gruppo Fs.

"Per quanto riguarda il nuovo contratto nazionale del trasporto pubblico locale - spiega Milloch - le associazioni datoriali Anav e Asstra hanno disertato l'incontro, dimostrando un atteggiamento irresponsabile e del tutto irrispettoso nei confronti sia dei lavoratori sia del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che si sta impegnando per la risoluzione della vertenza in atto".

"Quello di Anav e Asstra - continua - sarebbe stato il culmine della negligenza che si può raggiungere nelle relazioni sindacali se un comportamento altrettanto grave non fosse stato assunto dall'ad del Gruppo Fs, Mauro Moretti, che ha posto una pregiudiziale irricevibile: l'abbandono del contratto unico della mobilità o non sarà avviato il confronto sul piano industriale del Gruppo. L'incontro è durato in tutto cinque minuti perché l'ad Moretti, di fronte alla ferma contrarietà del sindacato, ha deciso di lasciare il tavolo".
"Siamo letteralmente sbalorditi da questi atteggiamenti - conclude - e nei prossimi giorni valuteremo tutte le iniziative e le azioni necessarie a tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori e dei cittadini utenti dei servizi di trasporto pubblico locale e ferroviario, oggi chiaramente calpestati".


In relazione alle dichiarazioni dall'UGL, le Ferrovie dello Stato smentiscono categoricamente che, nell'ambito dell'incontro con i sindacati, l'ad Mauro Moretti abbia posto la pregiudiziale dell'abbandono del contratto unico della mobilità.

"Moretti, al contrario, - si legge nella nota resa pubblica dalle FS - ha ribadito la necessità di rispettare il termine del 31 maggio che le parti avevano già concordato per raggiungere l'accordo su tale contratto e sul contratto aziendale, dopo un negoziato che dura da oltre 40 mesi. Si precisa infine che la dichiarazione che l'incontro poteva considerarsi concluso è venuta da parte sindacale".

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