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Pescara, 14/04/2026
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Data: 28/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Da Enav un miliardo e mezzo per finanziare i partiti politici»

ROMA - Il conto è astronomico: un miliardo e mezzo di euro. E se non ci fossero di mezzo i soldi pubblici si potrebbe anche ironizzare sul fatto che questa cifra spesa da Enav in cinque anni doveva servire a controllare proprio lo spazio aereo. Invece, secondo quanto Tommaso Di Lernia sta raccontando ai pm romani, quella somma iperbolica è stata investita soprattutto per finanziare in maniera occulta i partiti politici nel quinquennio 2004-2009, distribuendo appalti a un gruppo di società compiacenti che consentivano la creazione di fondi neri da girare nelle segreterie politiche. L'imprenditore, in carcere dalla scorsa settimana dopo quasi un mese di latitanza negli Usa, accusato insieme all'ex consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola finito ai domiciliari, avrebbe indicato in maniera sommaria le cifre che Enav ha pagato per i lavori più svariati negli aeroporti italiani, spiegando anche che la fetta più grossa degli appalti sarebbe passata per Selex Sistemi Integrati, la società si è aggiudicata circa 600 milioni di lavori in esclusiva e altri 250 circa in associazione temporanea con altre imprese, tra le quali la Print System di Di Lernia, la Electron di Francesco Subbioni, la Codin di Walter Tisone e altre ancora.
Di Lernia sta cominciando a fornire cifre, nomi e meccanismi di quello che potrebbe rivelarsi come il più diffuso sistema di finanziamento occulto della politica. L'imprenditore sarebbe pronto a raccontare innanzitutto i retroscena degli ultimi appalti affidati alla sua Print System, soprattutto per l'aeroporto Forlanini di Milano Linate, per il rifacimento della stazione meteo (protocollo AT/INF/149845) da circa un milione oltre ai successivi ampliamenti; per il centro radio dell'aeroporto di Bergamo Orio al Serio (protocollo AT/MF/00067) per circa settecentomila euro, più gli ampliamenti e quello per le stazioni per l'energia elettrica dell'Aeroporto Ronchi dei Legionari in Friuli (protocollo AT/INF/192707) per un importo di un altro milione di euro circa. I relativi contratti, stipulati utilizzando la procedura d'urgenza che consente di evitare la gara d'appalto, sarebbero già stati acquisiti dall'autorità giudiziaria. E i pubblici ministeri Paolo Ielo e Giancarlo Capaldo avrebbero già messo in programma di convocare i vertici di Enav le cui firme risultano in calce agli affidamenti di quei lavori.
Non solo. Tommaso Di Lernia avrebbe anche confermato quello che gli investigatori del Ros dei Carabinieri e della Polizia Tributaria della Gdf avevano già messo nero su bianco nelle loro numerose relazioni. E cioè che l'accantonamento dei fondi neri utilizzati per foraggiare le segreterie politiche venivano creati con il sistema delle sovrafatturazioni, che veniva realizzato anche assegnando in subappalto i lavori commissionati da Enav ad altre aziende, a loro volta riconducibili ad Enav. E' il caso di Techno Sky, la società che Enav acquistò da Vitrociset (con una procedura tuttora al vaglio degli inquirenti), e che otteneva in subappalto molti dei lavori che la stessa Enav commissionava a società di imprenditori privati, creando così le condizioni apparentemente legittime per il pagamento doppio della stessa fornitura di servizi.

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