ROMA - Finita la coalizione di maggioranza alla Regione Lazio. Parola di Renata Polverini che, se confermerà quanto detto oggi, dovrebbe aprire una crisi politica. Di certo è in crisi il rapporto tra la presidente e il Pdl. Renata Polverini non risparmia critiche e accusa il Pdl di compravendita di consiglieri regionali, ma dal Partito della libertà si risponde diversamente: i due consiglieri sono tornati al partito di origine lasciando la lista nella quale erano stati eletti. dall'opposizione si chiedono le dimissioni della Polverini ma c'è anche chi comincia a parlare di un cambio di maggioranza. Le chiacchiere della politica romana dicono che per martedì, all'indomani dei ballottaggi, sia stata organizzata una riunione politica tra la Polverini e i rappresentanti dell'opposizione. Fantapolitica? Basta aspettare martedì.
Polverini: ostilità del Pdl. «C'è una parte del Pdl che ha deciso di spostare l'equilibrio della maggioranza sperando, suppongo, di influenzare in questo modo le mie scelte e la mia indipendenza: non è così che ci si confronta in una coalizione, non è questo il mio progetto di vita e politico per i prossimi anni - dice la presidente - Ritengo questo atteggiamento un atto di ostilità nei miei confronti e un gesto che mette fine alla coalizione che sino a oggi ha governato la Regione Lazio. Avviare la compravendita dei consiglieri alla vigilia di un voto così importante, è un caso di autolesionismo politico di rara efficacia e di totale mancanza di responsabilità che, se possibile, supera quello dello scorso anno quando non fu presentata la lista del partito rischiando di compromettere l'esito del voto. Non sono più disponibile a spendere la mia faccia per questi signori e a condividere certi metodi».
I consiglieri che hanno lasciato la Lista Polverini per passare al Pdl sono Andrea Bernaudo e Giuseppe Melpignano. «Chi mi ha votato, dopo i noti fatti dell'esclusione della lista del Pdl su Roma e provincia - spiega Bernaudo - lo ha fatto perché in me hanno visto una persona riconducibile al progetto politico di Silvio Berlusconi. Ho voluto fare questa importante scelta politica prima dei ballottaggi di Sora e Terracina, perché da parte mia non c'è nessun opportunismo da tutelare o trattative da fare». «Lascio la lista Polverini perché non voglio partecipare ad una lista civica che tende a trasformarsi in partito politico e non voglio, quindi, trovarmi in contraddizione con le mie idee e con il mio personale percorso politico. Il dissenso politico non è compravendita».
Melpignano: lascio dopo analisi profonda. «A seguito di un'analisi profonda e lunga un anno del mio ruolo e della mia collocazione all'interno della Regione Lazio, ho sentito il bisogno di formalizzare un rapporto di collaborazione politica con il Pdl che già si era sviluppato in questi mesi, e non solo nella campagna elettorale delle scorse regionali, nella quale sono stato sostenuto dal Pdl». È quanto afferma il consigliere regionale del Lazio Giuseppe Melpignano.
Pdl: bene le scelte. «Apprezzo e condivido profondamente la scelta dei consiglieri Andrea Bernaudo e Giuseppe Melpignano della Lista Polverini di aderire al Gruppo Pdl. A loro va tutta la mia stima perché si tratta del primo passaggio da un gruppo all'altro non basato sulla convenienza individuale, spiega vice capogruppo del Pdl alla Pisana Carlo De Romanis. «Bernaudo e Melpignano non si sono riconosciuti nella scelta della Presidente Polverini, è il Popolo della Libertà che li ha fatti eleggere ed è il Popolo della Libertà che ha fatto vincere Renata Polverini l'anno scorso. Sono certo che la Presidente Polverini sia consapevole ma se per sbaglio se lo fosse dimenticato, è bene che qualcuno ogni tanto lo ricordi».
Renata Polverini sta pagando alla vigilia dei ballottaggi a Sora e Terracina una scelta che è in contrapposizione con il Pdl perché nei due centri lo scontro è tra i rappresentanti di Città nuove (espressione della presidente) e i candidati del Partito della libertà. L'uscita allo scoperto di Città nuove ha in qualche modo creato tensione nel Centrodestra e il Pdl ha risposto riprendendosi i primi suoi due consiglieri.
Polverini: la maggioranza? Dipende dalla maggioranza. Proprio a Terracina, città del ballottaggio, Renata Polverini torna sulle sue parolee e dice. «La maggioranza continua? Dipende dalla maggioranza». E su possibili maggioranze alternative, la presidente ha risposto: «Io non penso nulla».
Orgogliosa di mangiare panini, "Striscia" mi denigra. «Questa sera a Striscia la notizia hanno mandato un servizio come per denigrarmi in cui ci sono io che in consiglio regionale mangio un panino. Ma io sono orgogliosa di mangiare il panino, perchè sono una persona normale come voi». Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini intervenendo a una iniziativa elettorale a Terracina. «Quando vado in consiglio - ha proseguito la governatrice - io non sposto il sedere dalla sedia, mica come quei consiglieri che oggi vanno in un'altra lista e che per 14 mila euro al mese non fanno neanche le ore che voi fate in fabbrica. Oggi le hanno provate tutte, sembra quasi che Terracina sia peggio di Milano e Napoli. Ma questa - ha concluso - è una giornata meravigliosa: siamo qui tutti a Terracina, perchè il sindaco sia Gianfranco Sciscione di Città Nuove».
Il Pdl mi chiese di ritirarmi per far vincere la Bonino. «So che qualcuno oggi ha detto che senza di loro non avrei vinto. Ma lo so solo io e pochi intimi di quando il partito che non è stato capace neanche di presentare la lista mi chiese di ritirarmi per far vincere la Bonino, perché pensavano che senza lista non avremo continuato a competere». Lo ha detto Renata Polverini presidente della Regione Lazio che questa sera a Sora ha chiuso la campagna elettorale di Enzo DI Stefano candidato a sindaco. «Questi - ha aggiunto Polverini - sono gli stessi scienziati che dicono che senza i loro voti non avremmo mai vinto. Oggi la notizia del giorno è che sono stati fatti uscire dalla mia lista due consiglieri squallidi per indebolirmi ma io sono più forte e di certo non mi serve e non ci serve indebolire l'avversario».
Augello: lavoriamo per unità. «Sono sorpreso per la notizia del passaggio di due consiglieri regionali della lista Polverini nel gruppo Pdl, del quale qualcuno, invece, pare fosse ben informato ed entusiasta». È quanto afferma il sottosegretario di Stato alla Funzione Pubblica, Andrea Augello. «Molte persone responsabili stanno lavorando, in queste ore, per riportare la vicenda nelle dimensioni che merita, favorendo una più attenta riflessione sull'accaduto. Le dichiarazioni dei vertici del Pdl dimostrano la volontà di rassicurare il Presidente riguardo la lealtà e l'impegno del partito nei suoi confronti».
Pd: torniamo al voto. «Governo nazionale con Berlusconi, Regione Lazio con Polverini e Comune con Alemanno. Tre realtà che stanno implodendo e che sono ormai sull'orlo di una crisi istituzione e politica evidentissima. Per il Pdl è l'apocalisse. Le parole pronunciate oggi dal presidente della Regione Lazio sono l'ennesimo segnale chiaro e netto che il Pdl nel Lazio e a Roma è un partito finito. In queste situazioni occorre che la parola torni agli elettori». Lo dichiara in una nota il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli.
Finocchiaro: crisi certificata. «Anche le parole della governatrice del Lazio Renata Polverini certificano un fatto inequivocabile: la maggioranza non esiste più. Ciò che sta accadendo nel Lazio è l'ultimo atto del divorzio tra le varie componenti della coalizione che sostiene il governo. La maggioranza sta implodendo». Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd. «Noi lo diciamo da tempo - continua Finocchiaro - ma con noi lo dicono le cronache politiche di questi ultimi giorni: prima Berlusconi scarica Lettieri e Moratti, poi Calderoli ricatta il governo e svincola la Lega da ogni patto di maggioranza. Infine Moratti confessa che la campagna del Premier per Milano l'ha danneggiata». «Ora - conclude l'esponente del Pdl - arriva il caso del Lazio, con la fuga dei consiglieri dalla lista Polverini e Alemanno che si schiera con la Presidente della Regione. Senza contare i Responsabili, a cui è appesa la maggioranza, che vanno e vengono. Insomma, ce n'è per tutti i gusti».
Chiti: crisi profonda. «Il Pd del Lazio ha convocato per mercoledì prossimo il coordinamento politico regionale per valutare il da farsi e prendere le iniziative adeguate per rafforzare ancora di più l'alternativa al centrodestra». Ad annunciarlo in una nota è il commissario del Pd Lazio, Vannino Chiti.
Morassut: soluzione limpide e non trasversali. «Stiamo vivendo una crisi che sta paralizzando le istituzioni locali e le sta portando al punto più basso mai raggiunto negli ultimi decenni. Il Comune e la Regione sono prigionieri dello sfascio del centrodestra e della incapacità e della debolezza di Alemanno e della Polverini. Le dichiarazioni della Polverini impongono un chiarimento alla Regione. La crisi che Polverini annuncia deve essere portata in Consiglio Regionale e deve avere uno sbocco limpido e chiaro, senza fumose alchimie e senza trasversalismi fuori tempo». Lo dichiara, in una nota, Roberto Morassut, deputato del Partito Democratico e coordinatore regionale del MoDem.
Storace: poi le passa. «Sappiamo come è fatta la Polverini, com'è il suo carattere: s'incazza e poi le passa». Così Francesco Storace in merito alla situazione politica in Regione Lazio.
Alemanno: io sto con la Polverini. «Esprimo forte preoccupazione per quello che sta avvenendo nei gruppi consiliari della Regione Lazio. Sono vicino alla presidente Polverini nel momento in cui chiede un forte chiarimento per comprendere se i passaggi di consiglieri dal gruppo delle Lista Polverini al Pdl siano frutto non di scelte personali, ma di manovre politiche». Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che in serata è andato a Terracina per sostenere il candidato sindaco Gianfranco Sciscione di Città Nuove, il movimento di Renata Polverini. L'altro candidato al ballottaggio è Nicola Procaccini del Pdl.
Radicali: aria di ribaltone? «Rispetto alle parole usate dalla presidente Polverini, vorremmo sapere se ora intende dimettersi o se c'è già un'intesa diversa, magari con Montino, che ha incontrato negli scorsi giorni. Se fosse così, ce ne dispiacerebbe. Anche se questa pare la situazione. Speriamo, sinceramente, che questa nostra ricostruzione sia smentita dal capogruppo del Pd». Così, in una nota, i consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo Lista Bonino Pannella, Federalisti europei.
Idv: cambio di maggioranza passa per le urne. «È dunque la Polverini stessa ad ammettere la fine di questa maggioranza. Lo fa mentre denuncia una presunta compravendita di consiglieri, parlando di corruzione e di corrotti». Ad affermarlo il segretario regionale e capogruppo Idv del Lazio Vincenzo Maruccio.
Pedica: ora le dimissioni. «Dopo le dichiarazioni rilasciate dalla presidente della Regione Lazio credo che la cosa più normale sia la presentazione delle sue dimissioni». Lo afferma in una nota il Senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica.
Fli: bene Polverini, no giochi di prestigio. «Il disappunto della presidente Polverini è ampiamente condivisibile. Minare questo cammino con giochi di prestigio di basso cabotaggio è assolutamente da irresponsabili». Lo dichiara in una nota Francesco Pasquali, capogruppo Fli alla Regione.
Pallone: Pdl non vuole condizionare Polverini. «Tutto il Pdl non può e non vuole condizionare le scelte strategiche del presidente della Regione Lazio. Così abbiamo sempre fatto, così continueremo a fare». È quanto afferma il vicecoordinatore del Pdl Lazio Alfredo Pallone, parlamentare europeo.
Piso: Pdl non informato dei passaggi. «Registro l'annuncio del passaggio nel PdL di due consiglieri regionali eletti nella lista della Presidente Polverini». Lo afferma Vincenzo Piso, coordinatore regionale del PdL Lazio. «Tutto ciò avviene senza aver minimamente informato e dialogato con il coordinamento regionale, a ridosso di importanti scadenze elettorali, e in un clima che senza ipocrisie, possiamo definire surriscaldato e ricco di polemiche.
Astorre: Centrodestra è morto. «Il centrodestra nel Lazio è morto. Lo dimostra l'escalation di atti che si sono susseguiti nelle ultime ore». È quanto afferma il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Bruno Astorre (Pd).
Il Tar non sospende la multa al Pdl sulle quote rosa. Piove sul bagnato nei rapporti tra Renata Polverini e il Pdl. A una prima e sommaria valutazione, per la I sezione ter del Tribunale amministrativo del Lazio non ci sono le ragioni per sospendere la sanzione per quasi 161mila euro inflitta dalla presidente al Pdl regionale per il mancato rispetto, nelle liste dei candidati alle regionali del marzo 2010, della proporzione tra i due sessi. La sanzione è stata inflitta al Pdl Lazio perchè nel gruppo delle liste presentate «il limite dei 2/3 della proporzione tra i due sessi - si legge nel decreto sanzionatorio - è stato superato di tre unità». Ma per il Pdl, tra l'altro, il computo delle presenze è falsato perché non è stato valutato che il Pdl Roma fu escluso dalla competizione elettorale, senza dare la possibilità di apportare modifiche alla composizione delle altre liste già presentate e ammesse.
Il Tar, nel motivare il no alla sospensione del decreto contestato, ha tra l'altro ritenuto che «il limite previsto dalla Legge elettorale del Lazio resta circoscritto al momento della formazione delle liste - si legge nell'ordinanza - e non incide in alcun modo sui diritti dei cittadini, sulla libertà di voto degli elettori e sulla parità di chances delle liste e dei candidati e delle candidate nella competizione elettorale». Cosa, questa, che ad avviso dei giudici depone anche «per la non condivisibilità della sollevata questione di legittimità costituzionale della norma richiamata».