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Data: 01/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Stangata sul bollo per le auto più potenti. Penalizzate quelle che inquinano di più. Scompare la supertassa sui Suv

Ancora dubbi sul limite (100 o 130 kw) oltre il quale scatteranno gli aumenti. Montezemolo: «Ce n'è una ogni ora»

ROMA. Bollo auto più caro per tutti, di più per chi ha un'auto con più di 100 Kw di potenza. In compenso sparisce la stangata per i fuoristrada. «Ce n'è una ogni ora - sbotta il presidente di Confindustria, e di Fiat - aspetto che si capisca qualcosa». Lo dice nel primo pomeriggio, dopo sette ore arriva un mezzo ripensamento dalla maggioranza: «La soglia potrebbe alzarsi a 120-130 Kw. Non vogliamo tassare di più chi ha una Punto o un'Opel Astra», dice Dario Franceschini, capogruppo Ulivo alla Camera.
L'aumento del bollo è in un emendamento del governo, i soldi incassati andranno ad aumentare la soglia di reddito esentasse per i pensionati over 75: da 7500 a 7750 euro, quasi come quella dei lavoratori dipendenti. Altri soldi serviranno poi a rimodulare gli sgravi Irpef per i redditi fino a 40mila euro e a dare qualcosa in più alle famiglie monoparenterali.
«L'emendamento è aperto al dibattito parlamentare», dice Alfiero Grandi, sottosegretario all'Economia. Svelando così che è aperto soprattutto al dibattito interno alla maggioranza (Franceschini docet). Questioni tecniche, invece, potrebbero far riformulare le correzioni governative ai tagli di università e ricerca.
Tutto questo mentre le entrate fiscali si confermano in crescita.
Il tendenziale di ottobre, comunicano dal ministero delle Finanze, mostra un aumento dell'11,5% rispetto allo stesso mese del 2005. Sintomo della ripresa economica (come l'Iva sugli scambi interni che aumenta del 7,8%, lo 0,1% in più che a settembre nonostante la sentenza sulla detraibilità delle auto aziendali), ma anche di quella tendenza che va sotto il nome di «effetto Visco». Così si registra un più 5,3% di Irpef, un più 19,4% di autotassazione Irpeg.
I dati che vengono dalle entrate tributarie non impediscono la stangatina di giornata. Riguarda (per ora) le auto che hanno una potenza superiore a 100 kw (classificazione più recente, europea) o 136 cavalli (misurazione più vecchia). «Si tratta - spiega ancora il sottosegretario Grandi - delle auto più potenti e, quindi, più inquinanti». Le cifre della nuova tassa di circolazione per le potenze fino a 100 Kw non cambiano rispetto alla prima stesura della Finanziaria, né cambiano per le fasce legate al potenziale inquinamento (individuate dalla classificazione Euro, da 0 a 5). Le auto più inquinanti (Euro 0) pagheranno i 3 euro per Kw previsti, dieci centesimi meno quelle Euro 1 e così scalando fino ai 2,58 euro a Kw per gli Euro 4 ed Euro 5. Ma se si supera la fatidica soglia di potenza arriva la maggiorazione (da calcolare solo per i Kw dal 101 in poi). Maggiorazione che va da 1,50 euro per i motori più inquinanti, a 1,29 per quelli più ecologici.
La prima versione della norma (articolo 20 comma 22 della Finanziaria) non prevedeva distinzione fra auto di bassa potenza e alta potenza, ma introduceva la tassa di 6,63 euro per ogni Kw per i Suv, i mastodontici, potenti ed eleganti fuoristrada status symbol.
Mano al libretto di circolazione e alla calcolatrice, con qualche anticipazione che può già svelare brutte sorprese in arrivo, quelle che allarmano Franceschini e l'Ulivo. A superare la fatidica soglia dei 100 Kw, infatti, sono anche molti modelli di bassa cilindrata (anche 1400 cc), molto pompati. Le Fiat Stilo 1.9 Mjt 16v, per esempio, le Mini Cooper S e S Cabrio, l'Ibiza 1.8 T20v, alcune motorizzazioni della Peugeot 307 e 407, la Golf 1.4 16v Tsi Gt, diverse Renault (anche Nuova Clio e Megane), alcune motorizzazioni delle Astra. Consoliamoci con il fatto che pagheranno di più anche le Maserati con la 4 porte che di Kw ne conta 294, e tutte le Ferrari.
Fra le sorprese di giornata la caduta dello stop alle buste di plastica (avrebbe dovuto scattare nel 2010 a favore delle buste biodegradabili). Non ci saranno più automatismi nella compensazione dell'Iva, sostituiti (alla faccia della semplificazione burocratica) con una richiesta preventiva da fare sei giorni prima. Varrà il silenzio assenso ma l'Agenzia delle entrate potrà negare l'autorizzazione.
Migliorano i saldi per i Comuni, con il peso della manovra che scende a 1 miliardo e 500 milioni. E' il frutto del recipimento dell'accordo raggiunto due settimane fa fra governo ed Enti Locali.

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