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Pescara, 14/04/2026
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Data: 28/05/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Atac, occupata sede di via Prenestina "No alla svendita degli immobili"

I i movimenti di lotta per la casa accusano il Campidoglio. "Si cominciano a discutere delibere che riguardano Atac e altre aziende municipalizzate, ci opponiamo alla loro privatizzazione"

Un incontro tra i movimenti di lotta per la casa e gli assessori comunali competenti per chiedere il ritiro della delibera con cui l'Atac si appresta ad alienare parte del proprio patrimonio. Gli attivisti lo hanno ottenuto al termine dell'occupazione della sede su via Prenestina. Il 'faccia a faccia' si terrà il 6 giugno e, in quell'occasione, ribadiranno agli assessori Antonello Aurigemma (Mobilità), Carmine Lamanda (Bilancio) e ai rappresentanti del Gabinetto del Sindaco la loro richiesta.

LA PROTESTA

Erano circa un centinaio questa mattina, 'armati' di striscioni e slogan contro l'amministrazione comunale e il sindaco Alemanno, colpevoli di "voler pagare i danni da loro fatti all'azienda svendendo il patrimonio della città". Così si leggeva nel volantino. "Si cominciano a discutere delibere che riguardano Atac e altre aziende municipalizzate, ci opponiamo alla loro privatizzazione", hanno detto i manifestanti che "ridiscutere le scelte scellerate" del Campidoglio.

"Oggi l'Amministrazione vuole vendere il suo patrimonio immobiliare, quello più prezioso, perché vicino al centro della città, di interesse storico e soprattutto all'interno di quartieri densamente popolati - hanno scritto i manifestanti - Questi edifici, che oggi si vogliono vendere al miglior offerente, sono stati negli ultimi 100 anni dei luoghi pubblici. I servizi per i cittadini dovrebbero rimanere tali, diventando un'occasione per la città. Invece si realizza un'operazione illegale per via della speculazione edilizia vietata dal Piano regolatore, aumentando le cubature e spostando quelle non realizzabili dai luoghi dove si trova il patrimonio nell'area del Centro Carni in via Severini. Tale compensazione avviene in base al principio dell'equivalenza economica, cioè le nuove cubature spostandosi in periferia, dove i valori immobiliari sono inferiori, si moltiplicano, con la conseguenza che nell'area del centro carni verranno realizzate 45.000 mq di residenze per il libero mercato. Una nuova colata di cemento senza edilizia popolare o affitto sociale, cioè senza alcuna risposta per la nuova emergenza abitativa".

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