Ballottaggi in tredici comuni capoluogo e in sei province
ROMA - Quasi sei milioni gli elettori chiamati oggi e domani alle urne per un secondo turno di amministrative mai forse così atteso e, probabilmente, politicamente decisivo. Tredici i Comuni capoluogo reduci dalla prima tornata elettorale di due settimane fa, a cui si aggiunge, in Sicilia, il primo turno per l'elezione del sindaco di Ragusa. In totale, per la seconda chiamata si voterà in altri 75 Comuni non capoluogo ma con popolazione superiore ai 15 mila abitanti. Al voto anche sei Province, per le quali la prima tornata elettorale non è stata decisiva. Tra le tredici città capoluogo spiccano ovviamente Milano e Napoli, dove il voto amministrativo si è caricato di valenza politica nazionale e il cui esito potrebbe essere decisivo anche per le sorti di governo e maggioranza. Ma sfide rilevanti sono anche quelle di Cagliari e Trieste, dove i candidati del centrosinistra, al primo turno, hanno preceduto (in Sardegna appena di un'incollatura) gli sfidanti del centrodestra, schieramento a cui appartenevano le amministrazioni precedenti.
In alcuni Comuni i due candidati partono quasi appaiati, rendendo più incerta la sfida, mentre in altri, come Varese e Novara, da tempo feudi della Lega e del centrodestra, i concorrenti della maggioranza sono arrivati quasi a ridosso della vittoria al primo turno staccando di molto i loro avversari.
Ma per poter assegnare la palma allo schieramento vincitore - Milano e Napoli a parte, i cui risultati varranno più di tutti gli altri messi assieme - bisognerà fare il calcolo complessivo considerando i dati di partenza e i risultati già acquisiti al primo turno. Dei tredici comuni al voto di oggi, otto erano amministrati dal giunte di centrosinistra (Napoli, Rimini, Cosenza, Crotone, Pordenone, Rovigo, Grosseto e Iglesias) e cinque dal centrodestra (Milano, Trieste, Novara, Varese e Cagliari). In queste città otto candidati del centrosinistra partono in vantaggio sugli avversari del centrodestra. Il contrario avviene nelle restanti cinque.
Nel primo turno del 15 e 16 maggio dodici Comuni sono andati al centrosinistra e quattro al centrodestra, con due amministrazioni ciascuno strappate allo schieramento avversario. Per quanto riguarda le Province, tre sono state appannaggio del centrosinistra che si è confermato a Gorizia, Ravenna e Lucca, mentre il centrodestra ha confermato Treviso e strappato agli avversari Campobasso. Delle sei Province in palio oggi e domani, tre erano amministrate dal centrodestra (Vercelli, Pavia e Macerata) e tre dal centrosinistra (Mantova, Trieste e Reggio Calabria).
Oltre ai Comuni capoluogo, le giornate di oggi e di domani vedono al voto anche altri grossi centri come San Benedetto del Tronto e Castelfidardo nelle Marche , con i due sindaci uscenti, Giovanni Gaspari e Mirco Soprani, al ballottaggio contro i rispettivi sfidanti, Bruno Gabrielli e Valentino Lorenzetti. Ma nelle Marche il test più atteso è quello della Provincia di Macerata, che ha assunto valore di esperimento nazionale. Dal Laboratorio Marche è stata infatti messa in campo un'alleanza Pd-Udc-Idv - uguale d'altra parte a quella al governo della Regione - patrocinata sul posto da leader nazionali del calibro di Pier Ferdinando Casini e Massimo D'Alema, con la quale si tenterà di conquistare l'amministrazione provinciale, che prima del commissariamento era in mano al centrodestra. Al primo turno, il candidato del centrosinistra, Antonio Pettinari, ha sopravanzato, seppure di poco (43,1 contro 42,7) l'avversario del centrodestra Franco Capponi.
Tra le curiosità di questa tornata elettorale, le vicende dei candidati costretti al ballottaggio per meno di un pugno di voti. Tra i casi più eclatanti quello del sindaco uscente di Varese, il leghista Attilio Fontana, dato per scontato vincitore al primo turno nella patria del Carroccio che si è invece fermato al 49,36 e che ora, secondo le previsioni, dovrà scomodarsi per dare il colpo di grazia alla sfidante del centrosinistra attestata a un modesto 30,2. Ma il record della vittoria sfuggita per un pelo spetta al candidato del centrodestra di Iglesias, Ginetto Perseu, fermatosi al 49,909 e che ora dovrà vedersela con l'avversaria del centrosinistra, Marta Testa, che parte da un non disprezzabile 46 per cento.