PESCARA - Un progetto di legge che aumenta il costo della politica e che fa confusione tra i ruoli amministrativi e quelli governativi. La denuncia, che ha per oggetto un documento presentato dal consigliere regionale della Margherita Antonio Verini, in merito all'autonomia e alla riorganizzazione del Consiglio, arriva dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, critici verso un progetto di legge che, se approvato, contribuirebbe ad aumentare in maniera esponenziale il costo dell'attività politica a Palazzo dell'Emiciclo. Le accuse mosse dai sindacati riguardano soprattutto i costi e le modalità di assunzione dei funzionari regionali.«Dal 2004 ad oggi -spiega Antonio Iovito della Cgil- il personale amministrativo del Consiglio regionale è aumentato del 4,5%, mentre quello politico ha visto addirittura un incremento del 10,3%. Numeri su cui la Regione deve fare chiarezza, alla luce di una politica che mira alla trasparenza». Dai sindacati, dunque, la richiesta di una maggiore concertazione che elimini confusioni tra i ruoli politici e amministrativi in Regione. «Il progetto di legge sembra piuttosto una rottamazione -commenta Fabio Frullo, segretario regionale della Uil- Non si tratta affatto di una riorganizzazione dell'ente, quanto piuttosto di un provvedimento che non chiarisce modalità di assunzione e retribuzione "sui generis", differenti dalle normative nazionali, e delle quali il Consiglio dovrà rispondere». I sindacati chiedono il ritiro immediato del provvedimento e l'apertura di un tavolo di concertazione con i vertici regionali. Se ciò non dovesse accadere Cgil, Cisl e Uil proclameranno lo stato di agitazione, con scioperi e manifestazioni: «Non vorremmo arrivare alla segnalazione al Governo, ma ci sentiamo in diritto di proclamare uno sciopero contro un progetto di legge che aumenta il costo della politica a discapito delle istituzioni e soprattutto dei cittadini abruzzesi».