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Data: 30/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporti, Morra contrattacca «I sindacati hanno la memoria corta sui tempi della riforma». L'assessore regionale amareggiato: eppure in Abruzzo non ci sono stati licenziamenti

L'AQUILA. «Lo slittamento della riforma dei trasporti è stata concordata prima del 30 aprile in una riunione con i sindacati confederali e quelli dei trasporti. Se nei miei confronti si parla di "silenzio assordante", il loro è udito compromesso o memoria corta».
Non usa certo mezzi termini l'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra nel replicare ai sindacati dei trasporti, in particolare a quelli interni dell'Arpa, che negli ultimi giorni lo hanno preso di mira su diverse problematiche del settore (Leggi l'articolo).
In particolare i rappresentanti sindacali lo hanno accusato di aver rinviato di due mesi la riforma del settore, da anni caratterizzato da sprechi ed elevati costi della politica, senza che li informasse preventivamente. Morra smentisce i sindacati e sostiene che aveva annunciato il rinvio della riforma il 30 aprile scorso. «In quella riunione», prosegue l'assessore regionale, al quale questa polemica ha fatto perdere il tradizionale «aplomb», «ho ritenuto di convocare fra gli altri i segretari regionali della Cisl, Maurizio Spina, della Cgil, Gianni Di Cesare, dell Ugl Peretti, e della Uil, Roberto Campo, per avere, anche alla luce del fatto che nel Patto per lo sviluppo c'è la problematica trasporti, per una visione complessiva. In quella sede», continua, «avevo palesato alcuni punti ancora poco chiari che permettevano di presentare una bozza di riforma partendo da un quadro certo. In particolare la discussione non conclusa con il governo per il recupero dei fondi tagliati e la problematica referendaria riferita all'articolo 23 bis. Visto che alcune sigle sindacali hanno fatto presente di non aver predisposto il documento globale per alcuni aspetti ancora da sviscerare, di comune accordo, si decise per un breve rinvio».
Secondo Morra, la proroga di due mesi non rappresenta un dramma «se si considera che la riforma è epocale ed è destinata a condizionare il settore per decenni». La riforma prevede fra le altre cose il riordino dei bacini, un diverso approccio con le gare e il riordino e la fusione delle due società pubbliche di trasporto su gomma, Arpa e Gtm. «Per quella su ferro, la Sangritana», sottolinea, «ci sarà la riorganizzazione, anche con la previsione di una partnership con Trenitalia, sulla quale si sta già lavorando».
L'assessore si dichiara amareggiato e dispiaciuto per un allarmismo eccessivo che non fa onore e che non risponde alla realtà: «Va bene preoccuparsi, ma le critiche sono ingenerose perché in Abruzzo sono state fatte tante cose, ma soprattutto non abbiamo licenziato nessuno, mentre in altre regioni ci sono emergenze. In Campania, ad esempio, sono stati licenziati 250 lavoratori, in Toscana sono state messe in vendita delle società. E meno male», aggiunge ricordando qualche particolare, «che al termine di una trattativa con gli enti previdenziali abbiamo recuperato delle risorse che saranno distribuite come una tantum in busta paga ai lavoratori».
Morra, un vero fiume in piena, si difende sottolineando che i tagli sono governativi e non regionali. «Anzi», conclude, «la Regione in rapporto allo scorso anno ha inserito più risorse in bilancio per il trasporto pubblico. E comunque, i tagli si recuperano con altre strategie che hanno bisogno, però, di un clima cordiale e costruttivo».

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