L'Arpa si appresterebbe ad effettuare altri licenziamenti. Lo denunciano le organizzazioni sindacali Filt.CGIL, Fit.CISL, Uilt.UIL, UGL Trasporti e Faisa CISAL in un documento firmato da Renzo Sabatini nel quale si riferisce di una «affollatissima assemblea di mercoledì 25 maggio presso il deposito di Avezzano, condotta dalle R.S.A di tutte le sigle sindacali». Il Sindacato ha deciso di «intraprendere pesanti azioni di lotta e dal 26 Maggio tutto il personale di Avezzano, viaggiante e di officina, si astiene dall'effettuazione di ogni prestazione straordinaria in attesa dello sciopero regionale, dichiarazione delle segreterie regionali di categoria. L'assemblea ha preso atto altresì, delle iniziative che si stanno assumendo a livello regionale. L'auspicio di tutti è che vengano assunte unitariamente e che siano adeguate alla necessità di combattere la spregiudicatezza, tecnica e politica, con cui si sta gestendo questa azienda. Fino a ieri l'Arpa era una azienda sana e fortemente competitiva, oggi, a seguito di quanto già detto, presenta evidenti crepe di tenuta con il rischio che collassi da un momento all'altro. L'Arpa S.p.A., nel recente passato ha garantito occupazione fino a 1100 dipendenti, oggi i circa 1000 posti di lavoro rimasti, sono destinati a diminuire drasticamente fino a raggiungere, secondo il piano dei tagli (decreto Tremonti) che in Abruzzo falcerà circa 3.100.000 km con un ulteriore indebolimento generale di circa 175 posti di lavoro. Non ci risulta che l'Italia abbia altre realtà economico/produttive così virtuose e competitive, ci risulta ancora meno che quelle poche che esistono, le stiano combattendo ed indebolendo come sta facendo l'Abruzzo attraverso gli stessi amministratori scelti dalla politica e posti alla guida dell'Arpa. L'acquisto di 80 autobus completamente a carico dell'Arpa, indubbiamente necessari ma risolvono appena per un quarto il problema del parco rotabile, il taglio delle rimesse contributive, che la Regione Abruzzo unilateralmente e senza discussione opera già dal primo Aprile a danno dell'Azienda, un taglio pari al 10 per cento circa delle rimesse complessive, ovvero circa 4 milioni e 500mila Euro in meno, pari a 2 milioni e 500 mila Km. Esattamente l'entità del taglio previsto ma che la Regione ha anticipato senza alcuna discussione, ma il tavolo di concertazione permanente dove è finito? Fino a quando si pensa possa tenere una azienda che ieri vantava un attivo di qualche milione di Euro ed oggi deve fare già i conti con circa 5 milioni di deficit? Aspettiamo la semestrale 2011 per avere dati più attendibili».