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Data: 30/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi rassicura i suoi: comunque la crisi non ci sarà. Premier al seggio tra applausi e fischi. Oggi vola in Romania

I dati sull'affluenza confortano il Cavaliere. Bossi voterà stamane

ROMA - L'accoglienza al seggio milanese di via Scrosati, dove si è recato a votare ieri sera alle 20, non è stata tra le migliori. Silvio Berlusconi ha ricevuto dai presenti applausi ma anche fischi, un riflesso di quanto avvenuto in campagna elettorale. A quell'ora, la percentuale dei votanti di Milano appariva stabile, al 39%, come al primo turno, dando qualche speranza in più al Cavaliere. Umberto Bossi, invece, andrà a votare oggi, poco prima della chiusura dei seggi.
Ma il Berlusconi che ha trascorso il pomeriggio a Villa Certosa e solo in serata è volato a Milano, è apparso ai fedelissimi assai pragmatico, fatalista, convinto che anche se ci fosse un rovescio del Pdl nella sua Milano, come a Napoli (ma qui le chances sarebbero maggiori), non ci sarebbero conseguenze sul governo. Che è stabile, a suo giudizio, malgrado la grande agitazione della Lega e il pressing dei Responsabili, che aspettano dal pacchetto di nomine dei nuovi sottosegretari una risposta concreta alle promesse ricevute.
Se all'uscita dal seggio Berlusconi è stato avaro di battute («Silenzio stampa, come è logico che sia»), facendo uno strappo con gli auguri all'Inter per la finale di Coppa Italia a Roma, il suo umore si è ristabilito incontrando, per una decina di minuti, un gruppo di consiglieri di zona Pdl eletti due settimane fa. Per farli sorridere ha raccontato alcune barzellette, poi ha ringraziato tutti per l'impegno speso in campagna elettorale. Non aspetterà l'esito del voto oggi ad Arcore, come consuetudine, e neppure andrà in Tribunale a Milano per un'udienza del processo Ruby. Durante lo spoglio sarà a Bucarest, per una visita ufficiale con i ministri Roberto Maroni e Franco Frattini. In agenda la questione immigrazione e i rapporti commerciali tra Italia e Romania. L'analisi del voto la farà domani, al rientro da Bucarest, durante un vertice dell'Ufficio di presidenza, convocato a Palazzo Grazioli. Domani riunirà pure un Consiglio dei ministri, con il quale punta ad un primo esame delle prossime riforme: in particolare vuole cominciare il dibattito sulla riforma fiscale, Tremonti permettendo.
Le mosse sul governo sembrano prevalere nell'immediato rispetto a una riorganizzazione del partito e della presunta rifondazione con il cosiddetto Predellino 2. Tuttavia il dibattito interno sull'ipotesi lanciata da Frattini di dar vita a un «direttorio», lasciando alle spalle la «stagione del triumvirato», ha scaldato gli animi dei colonnelli. Ignazio La Russa non ha chiuso la porta, giudicando positivamente l'idea di un congresso nazionale. Osvaldo Napoli, invece, ha bocciato la proposta che «sa tanto di vecchi caminetti Dc dove avveniva la spartizione». Una lettera di Scajola firmata da numerosi deputati per incalzare Berlusconi, è stata smentita. Ma negli ambienti vicini a Frattini si ritiene che da domani si inizierà una seria riflessione sul partito. Sia in caso di esito positivo, che negativo. Una fonte autorevole ritiene che le scosse alla maggioranza arriveranno dalla Lega, soprattutto se risulterà magro il bottino delle amministrative. Per questo, anche se Berlusconi intende andare avanti, in modo convinto, fino al termine della legislatura, già si aprono scenari di exit-strategy: come quello di prevedere una crisi a novembre, con voto anticipato a primavera 2012.


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