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Data: 30/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Boldi chiede applausi per la Moratti ma partono i fischi

MILANO - Il Giro d'Italia finisce in piazza Duomo, e la città per un giorno si colora di rosa, che non è né l'arancione di Giuliano Pisapia né l'azzurro di Letizia Moratti. Però sul palco della corsa ciclistica c'è Massimo Boldi, comico da cinepanettone e grande sostenitore del centrodestra. Imbraccia il microfono e azzarda: «Facciamo un applauso al sindaco di Milano, Letizia Moratti». Pubblicità occulta? Macché, è un boomerang: la piazza dei cicloamatori non batte le mani e non esulta, ma fischia, ulula e dissente.
Il clima a Milano è questo, da giorni, e tuttavia il centrosinistra non dorme sonni tranquilli. «Attenzione: piazze piene, urne vuote» è il ritornello degli scaramantici sostenitori di Pisapia. La percentuale di quelli che sono tornati a votare per il ballottaggio alle 19 di domenica è di poco inferiore a quella registrata al primo turno: il 39,01 contro il 39,90 di quindici giorni fa. Un calo da poco, a differenza del resto d'Italia dove i disertori sono molto più numerosi.
Di fronte a questo dato si fanno i conti: se la tendenza rimarrà la stessa fino alle 15 di oggi, vorrà dire che a votare ci saranno andati più o meno gli stessi elettori che già si presentarono ai seggi al primo turno, quindi anche coloro che non avevano votato né Pisapia né Moratti, ma Terzo Polo o i grillini delle Cinque Stelle, o qualcuna delle altre liste minori. Fenomeno, questo, che in qualche modo fa crescere le incertezze di un risultato fondamentale per Milano e per l'intera politica nazionale. E che giustifica la prudenza dello staff di Pisapia, malgrado venga considerato favorito.
Il candidato del centrosinistra è andato a votare in tarda mattinata nelle aule del liceo Berchet, lo stesso da lui frequentato più di quarant'anni fa. Un applauso da alcuni militanti che lo aspettavano, una risata suscitata da una signora con la spilla arancione al petto: «Mi raccomando, vota bene». Visto che il giorno prima era stato accusato di aver violato il silenzio elettorale per un ricordo di Walter Tobagi nell'anniversario del suo assassinio, al seggio Pisapia non ha detto una parola, né prima né dopo, salvo un ringraziamento ai giornalisti «per il lavoro di queste settimane».
Silenziosa anche Letizia Moratti nella scuola di zona Montenapoleone. Dopo il voto è andata col marito in Duomo, e poi a prendere un aperitivo con Massimo Boldi il quale, probabilmente, le ha pure annunciato che dal palco del Giro d'Italia le avrebbe fatto un regalo. Che poi non si è rivelato tale.

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