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Pescara, 18/06/2026
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Data: 30/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Se il porto insabbia l'economia Lo scalo di Pescara è fermo, ne risente tutto il sistema produttivo

Ranalli (Confindustria): «I costi crescono, il sistema diventa sempre meno competitivo»

PESCARA. Quanto pesa sull'economia della regione il blocco del porto di Pescara per l'insabbiamento dei fondali? «Tutto il traffico petrolifero è fermo da 20 giorni, i calcoli sono presto fatti», risponde Giuseppe Ranalli, imprenditore portuale, componente di Confindustria, «ogni nave trasporta 3mila tonnellate, circa 4 milioni di litri di gasolio, se si moltiplica per il costo alla pompa si può stimare il danno prodotto dal blocco del porto in termini di maggiori costi di approvvigionamento attraverso autobotti, con il danno ambientale che ne consegue».
Il problema dei fondali, secondo Ranalli, è destinato ad aggravarsi: «Sulle montagne c'è ancora neve e il disgelo aumenterà la portata del fiume Pescara; poi c'è la sospensione dell'arrivo delle navi commerciali: quando le navi arrivano movimentano la sabbia dei fondali e la viabilità migliora; inoltre ci sarà la sospensione del dragaggio per l'arrivo della stagione estiva».
Il danno è anche per il più grande operatore privato italiano nel campo di idrocarburi, l'Api. «So che stanno studiando soluzioni alternative alle autobotti. Si ragiona su un sistema di tipo diverso, ma non si può non tenere conto del ridotto pescaggio a macchia di leopardo del porto a causa del quale non ci sono ancora sufficienti condizioni di sicurezza».
Ma non è solo il traffico petrolifero a risentire del blocco del porto: «Il discorso», aggiunge Ranalli, «riguarda tutte le aziende legate all'indotto delle merci secche, pallettizzate, o delle materie prime per l'industria siderurgica. E' tutta la filiera a soffrire, di conseguenza c'è indirettamente un maggiore costo del sistema produttivo già penalizzato dalle maggiori aliquote Irap dovute al disavanzo della sanità. Si rischia la non competitività del sistema».
Dalla vicenda del porto di Pescara emerge la centralità della logistica nell'economia regionale. «La logistica è uno dei maggiori punti su cui intervenire, perché un caso come l'insabbiamento del porto provoca un corticircuito dannoso».
Sul dragaggio nei giorni scorsi era intervenuto anche il governatore Gianni Chiodi: «Non si può pensare di spendere ogni anno una marea di soldi che lo Stato non ha e che non è in grado di spendere per fare la manutenzione. C'è bisogno di fare interventi strutturali che richiedono 19-20 milioni di euro». «Questa è la somma che noi riteniamo che lo Stato debba mettere a disposizione per gli interventi strutturali, affinché ogni anno non abbia quella manutenzione da fare e che poi magari non fa». «La Regione Abruzzo ha fatto più di quello che avrebbe dovuto fare. Pescara è un porto nazionale, la manutenzione è a carico dello Stato».

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