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Data: 31/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I ballottaggi in Abruzzo (Lanciano) - Pupillo consegna la città al centrosinistra. Prima volta dal dopoguerra. Netta vittoria su Bozza: centrodestra in minoranza dopo 18 anni di amministrazione

LANCIANO. L'eterna roccaforte del centrodestra stavolta cade, sotto i colpi di un movimento civico nato come voto di protesta e profonda esigenza di cambiamento.
Si interrompono diciotto anni consecutivi di governo di centrodestra (prima con Nicola Fosco, nel 1993 primo sindaco del Movimento sociale, Msi, eletto in Italia, e poi dal 2001 con Filippo Paolini). Per la prima volta da anni - la memoria deve correre a oltre 60 anni fa per ritrovare una simile esperienza - il centrosinistra sale a Palazzo di Città da vincitore.
Nei due giorni di voto, però, l'affluenza alle urne è scesa. Ieri e domenica è andato a votare il 6% in meno degli elettori rispetto a quindici giorni fa, un dato fisiologico, in linea con la tendenza nazionale e comunque maggiore rispetto a cinque anni fa. Al secondo turno del 2006 fu il 64,34% dei lancianesi, il 2% in meno rispetto a questa tornata elettorale, a tornare alle urne per scegliere il sindaco.
La storica vittoria del centrosinistra ha una fondamentale chiave di lettura. I voti al primo turno del neo sindaco Mario Pupillo (centrosinistra), sommati al 25% circa delle liste civiche di Donato Di Fonzo e Pino Valente, dà esattamente il risultato del ballottaggio: 58,20%, 12.631 preferenze. Ermando Bozza (centrodestra) fa poco meglio di due settimane fa, 41,80% pari a 9.072 voti.
Una forbice di oltre il 16% tra i due candidati nessuno se l'aspettava. Il centrosinistra ci ha creduto fin dal primo turno, ma la tradizione politica del capoluogo frentano, città democristiana e moderata, non volgeva a favore della coalizione.
Due settimane fa Pupillo era rimasto indietro di sei punti percentuali. L'apparentamento con le civiche è stata la mossa vincente, che ha permesso di rimontare in tutto oltre il 24% dei voti. Non si può dire se sarebbe andata allo stesso modo anche senza apparentamenti, ma ormai è questione di poco conto.
La rimonta di Pupillo, sospinta dalle liste civiche, si legge soprattutto nel risultato delle contrade, da sempre fucina di voti per il centrodestra. L'esito del primo turno si è letteralmente ribaltato a Sant'Amato, a Marcianese, all'Iconicella e a Rizzacorno; i due candidati sono stati testa a San Nicolino, a Villa Stanazzo, a San Iorio e a Villa Martelli, che due settimane fa avevano espresso la preferenza per Ermando Bozza. Appannaggio del centrodestra sono rimaste poche frazioni: Villa Andreoli, Serre, Villa Elce, Nasuti.
In centro città, dove le preferenze erano state da subito a favore del candidato Mario Pupillo, i voti se possibile sono raddoppiati. È successo a Olmo di Riccio e al Mancino. Anche il popoloso quartiere di Santa Rita, da sempre più vicino al centrodestra, ha cambiato orientamento in questo assolato turno di ballottaggio.

Prima volta dal dopoguerra
Negli anni Sessanta i socialisti in giunta


LANCIANO. Il capoluogo frentano è uno dei primi comuni in cui si costituì, negli anni '60, una giunta di centrosinistra. Gli accordi tra Dc, Psi e Pri risalgono alla fine di quel decennio, mentre il voto del consiglio comunale sulla costituzione della giunta si ebbe nella prima metà del 1961. Una stranezza, in una provincia largamente dominata da una democrazia cristiana refrattaria alle nuove alleanze politiche e amministrative che si andavano creando a livello nazionale.
Un'esperienza unica e solitaria. Bisogna infatti andare indietro al 1946, in pieno periodo di post-resistenza, per trovare il primo e unico sindaco di sinistra di Lanciano. Si chiamava Alberto Paone ed era un fiero repubblicano. Governò in città fino al 1951 e poi furono decenni di destra e di Democrazia cristiana. Per la sinistra al governo non ci fu più posto.
Una combinazione di diversi fatti e di condizioni favorevoli aveva portato a quell'orientamento, ma non fu mai accompagnata dalla percezione delle difficoltà che da subito l'avrebbero segnata e che sarebbero stati in seguito utilizzati contro di essa.
I promotori democristiani del centrosinistra furono espulsi dalla Dc, decisione poi tramutata in una sospensione di tre mesi. E il primo consiglio comunale andò deserto perché gli altri consiglieri della Dc, che non condividevano l'accordo, fecero mancare il numero legale. Tutta una parte della Dc rifiutava la prospettiva del centrosinistra. Negli anni a venire fu la volta del centrodestra. Fino al 30 maggio del 2011.

Il neo sindaco: «Subito al lavoro la giunta entro fine settimana»

LANCIANO. «Faremo la giunta entro la fine di questa settimana. Ci metteremo subito al lavoro». Non si sbilancia il neo sindaco Mario Pupillo su quelli che potranno essere i suoi assessori.
«Donato Di Fonzo e Pino Valente avranno sicuramente un ruolo importante», dice il Pupillo, «ma non perchè debbano avere delle poltrone, ma perchè rappresentano il 25% degli elettori ed è un giusto riconoscimento al loro operato e alle loro battaglie».
Per le liste civiche si parla, tuttavia, di tre assessorati. Gli altri quattro saranno divisi tra le forze di coalizione. Magari premiando qualcuno dei non eletti. Vicino a Pupillo, e in pole position per un posto in giunta, è Domenico Ucci (Lanciano in Comune), già assessore nella giunta Polidoro ed ex direttore Ater.
Tra i papabili c'è Pasquale Sasso (Pd), che ha all'attivo un'esperienza in giunta. Circola il nome dell'architetto Antonio Di Naccio (Rinnoviamo Lanciano) tra i candidati eletti con le liste di Pino Valente.

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