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Data: 31/05/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
I ballottaggi in Abruzzo (Vasto) - Lapenna domina e si riconferma sindaco. Ha sconfitto l'avversario con il 57,8%. «Niente vacanze, ci aspettano bilancio e cartellone estivo»

VASTO - Luciano Lapenna succede a se stesso. Al ballottaggio ha sconfitto l'avversario del centrodestra, Mario Della Porta e resta sindaco di Vasto. Una vittoria limpida, mai in discussione: 12.125 voti, pari al 57,87%. Più di tremila in più del primo turno. Lo sfidante si è fermato al 42,13%, frutto di 8.827 preferenze. Fin dall'inizio dello scrutinio si è capito che il candidato del centrosinistra correva sicuro verso la vittoria, irraggiungibile: "Lapenna, Lapenna", scandivano con voce ferma i presidenti di seggio delle 43 sezioni cittadine esaminando le schede una dietro l'altra. Un vantaggio incolmabile, maturato seggio dopo seggio, consolidatosi poi nell'arco del pomeriggio da Pagliarelli al San Paolo, da Vasto centro al Villaggio Siv. L'affermazione di Lapenna era nell'aria: un trionfo l'ultimo invito al voto di Luciano in Piazza Pudente: venerdì scorso, al fianco del neo cittadino di Bologna, Virginio Merola, fiducia ed entusiasmo a mille; volti contratti, invece, sul fronte opposto, con l'ultimo disperato appello ai moderati. Tutto inutile. Non è bastato all'ex presidente del Tribunale di Vasto apparentarsi con le tre liste del Nuovo Polo né assicurarsi l'accordo tecnico con Massimo Desiati.
Un'intesa su cui Della Porta riponeva grandi speranze nel tentativo di ribaltare un pronostico segnato. Molti degli elettori di centrodestra, infatti, avevano bocciato subito la scelta del personaggio d'alto profilo voluta da Tagliente, Prospero e Menna. Un personaggio apparso così lontano dalla politica, Della Porta, quasi corpo estraneo di una città che pure ama. Suicidio politico del centrodestra a parte, quello di Luciano Lapenna è stato un successo vero, un capolavoro tattico maturato dopo le primarie in casa Pd. Una scelta decisiva. Grazie alla cocciutaggine di Peppino Forte, che il duello con Lapenna aveva voluto e perso poi a testa alta, il popolo del centrosinistra si è ricompattato. Tanto unito e coeso da dire no, dopo il primo turno, persino a rassicuranti collegamenti con altre liste.
«Mi apparento con i vastesi», aveva detto Lapenna due settimane fa e ha mantenuto la promessa. Le urne gli hanno dato ragione: i vastesi gli hanno detto sì, mandato pieno per guidare la città da qui al 2016. Cravatta rossa portafortuna, quella di cinque anni fa, Luciano è entrato tra scroscianti battimani in municipio dopo le 6 del pomeriggio: "Lu-cia-no, Lu-cia-no", scandivano i fedelissimi scortando il sindaco verso taccuini e telecamere. «Avevo chiesto la conferma ai vastesi - ha detto - nel segno della continuità amministrativa. E ci tengo a dire che, a Vasto, il centrosinistra vince dal 2001. Dati che si consolidano anche grazie ai moderati. Che credono in noi». Lapenna misura le parole, rende l'omaggio delle armi allo sconfitto e lo abbraccia, ma guarda già al futuro: «Ospedale e variante alla Statale 16. Non si va in vacanza - aggiunge- perché alle porte ci aspettano il bilancio e il cartellone estivo. La giunta? Da domani (oggi ndc) riunirò gli eletti, le forze della coalizione, per individuare i criteri della squadra». Poi scompare, soffocato dall'abbraccio dei suoi. In piazza parte la festa che andrà avanti fino a tarda notte.

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