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Data: 31/05/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I ballottaggi in Abruzzo (Francavilla) - La rimonta vincente di Luciani. In festa l'avvocato del centrosinistra al debutto in politica, D'Amario si ferma al 43%. «Sono disposto a lavorare anche 20 ore al giorno subito l'assessore al quotidiano per ascoltare la gente».

Alle 17 il nuovo sindaco arriva in municipio tra gioia e baci Poi, l'abbraccio tra i due candidati che si scambiano gli auguri Forte delusione nel centrodestra

FRANCAVILLA. E' l'avvocato Antonio Luciani il nuovo sindaco di Francavilla. Lo hanno scelto 7.201 francavillesi, il 56,24% di coloro che si sono recati alle urne. Luciani, al debutto in politica, è appoggiato dal Pd, dall'Idv, dalle liste civiche Francavilla Cambia e Luciani Sindaco. Siede sulla poltrona di primo cittadino dopo una campagna elettorale che lo ha visto, al ballottaggio, contrapporsi al candidato di centrodestra Daniele D'Amario (43,75%).
Una competizione al cardiopalma negli ultimi giorni, sino all'inizio dello scrutinio; un risultato comunque previsto dal gruppo del nuovo sindaco che ha atteso lo scrutinio serenamente nel comitato elettorale di viale Nettuno. I primi dati ufficiosi sono arrivati attorno alle 15,45, a trequarti d'ora dall'inizio dello spoglio nelle 22 sezioni della città. Un risultato già chiaro, ma confermato ufficialmente nella sala consiliare del municipio alle 17: Luciani è il nuovo sindaco di Francavilla. Camicia bianca, pantalone blu, nulla di troppo formale ma allo stesso tempo uno stile ricercato. Si è presentato così il nuovo sindaco ai suoi cittadini che per tutto il pomeriggio lo hanno assalito di abbracci e baci, di sms e telefonate di congratulazioni. C'è anche il tempo per un abbraccio, quello con il suo avversario in campagna elettorale, ma storico amico, Daniele D'Amario, tra gli applausi di approvazione di centinaia di persone.
Tanta delusione e amarezza, invece, per i sostenitori di Daniele D'Amario che, dalle ore 15, si sono radunati nella sede del comitato elettorale di viale Nettuno, per seguire in diretta lo spoglio del ballottaggio.
Alla trepidazione iniziale si è sostituita poco dopo la preoccupazione: fin dall'inizio, infatti, si è capito che le cose non si stavano mettendo bene per il candidato del centrodestra. C'era in tutti la consapevolezza di un testa a testa, ma quasi da subito D'Amario ha cominciato a perdere punti, staccato sempre di più da Luciani.
Poco dopo le 15,30, dai dati parziali che continuavano a pervenire dalle 22 sezioni, il divario era di circa 9 punti percentuali in favore di Luciani.
Segno inequivocabile di sconfitta.
Nel silenzio generale, ogni tanto si sentiva un «va male, va male», pronunciato a mezza bocca da qualcuno chiamato a rispondere alle telefonate arrivate nella sede.
Seppure increduli davanti ai numeri che continuavano a confermare l'avanzata di Luciani, tutti i presenti non si sono fatti illusioni: in breve hanno capito che la partita era persa.
Fra loro c'erano Franco Moroni (consigliere provinciale nonché candidato consigliere comunale più votato in assoluto), il padre Rocco Moroni (ex assessore comunale), e altri candidati dello schieramento come Andrea Bernocchi.
Poco dopo le ore 16, accolto da un applauso spontaneo, è arrivato D'Amario, già assessore provinciale Pdl.
Consapevole della sconfitta che si andava delineando in maniera sempre più netta, ha seguito insieme alla sua squadra la conclusione dello spoglio.
Se qualcuno dei suoi non è riuscito a trattenere le lacrime, D'Amario ha cercato di mascherare la forte delusione che gli si leggeva negli occhi, dietro un atteggiamento serio e dignitoso, senza lasciarsi andare ad alcuna esternazione.
Poco alla volta sono arrivati anche altri candidati fra cui Roberto Angelucci, Pino Candeloro, Gabriele Amicone, Abner Marzi.
Poi, intorno alle 17,30, D'Amario si è recato in municipio per fare, sportivamente, gli auguri al rivale che gli elettori gli hanno preferito come sindaco di Francavilla.

Luciani il moderato, cuore democristiano e passione per il calcio

«Sono disposto a lavorare anche 20 ore al giorno subito l'assessore al quotidiano per ascoltare la gente». Si chiude la stagione dell'odio e inizia quella del dialogo con i cittadini

FRANCAVILLA. Un debutto in politica in grande stile, che lo vede salire direttamente sulla poltrona di sindaco di Francavilla al Mare. Antonio Luciani ha 42 anni, è un avvocato che lavora e vive da sempre nella città che ha scelto di amministrare. Sposato con Stefania Forchetti, il nuovo primo cittadino ha due figli: Silvio, di 13 anni, e Alice che ne ha 7. Un passato trascorso nel mondo dell'associazionismo, con una grande passione speciale: lo sport. Un amore che lo ha visto negli ultimi sette anni prima presidente e poi vicepresidente del Francavilla Calcio. «E' una persona generosa, un marito fantastico ed è uno splendido papà», assicura la sua signora. Quanto all'appartenenza e comunque all'orientamento politico, poi, è Luciani stesso a rispondere: «Dai miei 18 anni sono sempre stato un democristiano, un moderato, quello che sono anche oggi».
E a chi poi gli chiede del trascorso nel centrodestra, il nuovo sindaco risponde così: «La mia condotta politica è stata sempre caratterizzata dalla moderazione. Ho avuto per qualche tempo la tessera del Pdl, è vero, ma è stato quasi per caso».
Il sindaco Luciani fa il suo ingresso in municipio scortato da centinaia di sostenitori che militano nel Pd, nell'Idv, nelle due liste civiche Luciani Sindaco e Francavilla cambia. Il centrosinistra vince per la seconda volta a Francavilla negli ultimi 3 anni. La prima era stata nel 2008, con Nicolino Di Quinzio, oggi con Antonio Luciani, e con «Una nuova e giovane squadra».
Cantano vittoria Pina Rosato ed Edoardo Viani, rispettivamente segretario cittadino e membro del coordinamento provinciale dei democratici: «Il Pd ha fatto il miracolo, ha ricostruito un gruppo unito e vincente accanto ad una persona splendida. Ha scavalcato la vecchia politica, ha portato a Francavilla un vero rinnovamento». E, stando agli slogan della campagna elettorale di Luciani, «Francavilla ora cambia davvero», e il nuovo sindaco inizia già a pensare come. «E' un progetto in cui ho creduto sin dall'inizio», commenta a caldo Luciani, pochi minuti dopo la vittoria. «Abbiamo creato finalmente qualcosa di nuovo, un gruppo fatto di volti nuovi che con me daranno il via ad una nuova stagione: finisce l'era della politica dell'odio, inizia quella della politica del dialogo». Da dove ricominciare? Dal riassetto della macchina amministrativa per il nuovo primo cittadino, che dice che i prossimi giorni li impiegherà a studiare: «Devo conoscere lo stato di cose, approfondire la situazione nella quale ci troviamo, ma sono disposto a lavorare anche 20 ore al giorno per trasformare Francavilla. Ovviamente, queste cose non possono prescindere dalla riqualificazione del territorio e da un attenzione particolare ai dipendenti delle società miste che oggi vivono una situazione di crisi», aggiunge. «Il cittadino è al centro dei miei pensieri». Per gli avversari spende poche parole, mosso anche da grande rispetto per l'amico Daniele D Amario. «Il centrodestra ha sbagliato nel momento in cui ha innescato una lotta di quartiere», osserva. «Non ho fatto accordi con nessuno e se la maggior parte dei voti è arrivata a me non è stato per incontri sottobanco. E stato perché a Francavilla c' è stato chi ha capito che qualcosa doveva cambiare». Antonio Luciani si è presentato al ballottaggio senza apparentamenti ufficiali. Dice di essersi apparentato «soltanto con i francavillesi» e promette che da oggi sarà «il sindaco di tutti». Tra le prime novità che propone, una riguarda una nuova figura di amministratore: «Istituirò l'assessore al Quotidiano», annuncia, «si dedicherà all'ascolto delle istanze, e alla pronta risoluzione dei problemi quotidiani della gente».

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