PESCARA. Economia abruzzese in ripresa, ma con una crescita congiunturale rallentata che ha portato al recupero di appena un quinto delle posizioni perse durante la recessione. Domanda interna particolarmente frenata, sia dal lato degli investimenti e sia, soprattutto, dal lato della spesa per consumi. E' questa l'analisi della situazione economica nella regione contenuta in una documento di Confcommercio Abruzzo diffuso ieri.
«Le esportazioni», secondo l'associazione dei commercianti, «da sole non riescono a trainare la ripresa. Se manca lo stimolo proveniente dalla domanda interna e, in particolare, dai consumi, le imprese non investiranno a sufficienza e non assumeranno nuovi lavoratori da impiegare nei processi produttivi».
Per far ripartire i consumi, secondo Confcommercio Abruzzo, è necessario, però, abbassare le imposte su imprese e famiglie e portare avanti le riforme strutturali.
«Occorrerebbe», spiega l'associazione, «ridurre l'Irap e l'addizionale Irpef, man mano che il Piano di rientro del debito sanitario produce effetti positivi, oltre che contenere le tariffe dei servizi pubblici. Non è possibile lasciare ancora a lungo le nostre aziende in condizioni di svantaggio rispetto alle imprese delle altre regioni, che pagano le citate imposte con aliquote di molto inferiori alle nostre».
Confcommercio, inoltre, chiede «una sempre più compiuta integrazione tra politica industriale e politica dei servizi fondata sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, sul sostegno all'innovazione, sulla valorizzazione di prodotti abruzzesi e sulla costruzione dello sviluppo sostenibile».
L'altro fattore decisivo per accelerare la crescita e riassorbire, quindi, la disoccupazione, è lo sviluppo delle infrastrutture, la cui mancanza, secondo Confcommercio, ha segnato da tempo la perdita di competitività.
Confcommercio, a questo prposito, chiede di potenziare l'aeroporto d'Abruzzo; eliminare i lunghissimi tempi di accesso a Roma; ammodernare e velocizzare la ferrovia che collega l'Adriatico al Tirreno; trasformare l'Aptr in Agenzia; creare un unico Polo portuale comprendente i porti di Pescara e Ortona; realizazre l'autostrada del mare Adriatico e la strada "pedemontana", il collegamento ferroviario L'Aquila-Tagliacozzo; e, infine, valorizzare la costa teatina sull'ex tracciato della ferrovia dimessa.