MILANO - La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i direttori del Tg1 Augusto Minzolini e quello pro tempore del Tg2 Mario De Scalzi per l'accusa di abuso di ufficio. I fatti si riferiscono al video delle interviste al premier trasmesse il 20 maggio scorso. L'inchiesta è nata dopo la denuncia dei Radicali.
LA DENUNCIA - L'iscrizione è una sorta di «atto dovuto», legato proprio alla denuncia nominativa che l'avvocato Giuseppe Rossodivita aveva presentato per conto di Emma Bonino e Marco Cappato. Il fascicolo non andrà al Tribunale dei ministri perché Berlusconi è indagato come leader del Pdl e non come presidente del Consiglio. Stando all'esposto, infatti, i Radicali avevano rilevato come «gli interventi di Berlusconi nei tg fossero, per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato, dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari». Per questo i Radicali avevano sollecitato anche «il sequestro di videocassette o dei file originali dei messaggi trasmessi dai notiziari, compresi eventuali appunti che ne hanno accompagnato il recapito», nonché il sequestro degli «ordini di servizio dei giornalisti che hanno effettuato pseudo-interviste, oltre agli appunti e ai fogli di lavoro delle riunioni di redazione dei telegiornali».
INDAGINE ANCHE A MILANO - Sul punto, però, la procura di Roma ha espresso parere negativo ritenendo che «il reato di abuso d'ufficio non appare sussistere in tutti i suoi elementi». Sarà invece la procura di Milano, dove i Radicali hanno presentato analoga denuncia, a prendere in esame eventuali ipotesi di reato a carico dei direttori di Tg4, Tg5 e Studio Aperto.
SANTORO - La Commissione servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ravvisato la violazione del divieto di manifestare le proprie preferenze di voto, previsto dalla legge sulla par condicio, nell'episodio che, all'interno della trasmissione Annozero del 26 maggio, ha riguardato le dichiarazioni di Adriano Celentano a favore di un candidato alle elezioni comunali di Milano. È quanto si legge in una nota dell'Agcom, nella quale si precisa che la decisione è stata presa a maggioranza. La Commissione, che ha esaminato gli esposti pervenuti venerdì scorso, ha deciso inoltre all'unanimità l'archiviazione della segnalazione relativa al Tg3 (edizione del 25 maggio delle ore 19).