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Data: 31/05/2011
Testata giornalistica: Il capoluogo
D'Alessandro (Pd): «Dopo due anni accordo infrastrutture fermo al palo» Costantini: «Utilizzare al meglio le poche risorse disponibili»

«Sono passati due anni dall'accordo siglato il 28 maggio 2009 da Chiodi e l'Abruzzo non ha ancora visto nessuna infrastruttura». E' questa la sintesi del capogruppo regionale del Pd Camillo D'Alessandro che ricorda come il famoso accordo sulla Infrastrutture, che portava anche la prestigiosa firma del premier Silvio Berlusconi doveva stanziare 6 miliardi di euro per le infrastrutture abruzzesi. Interventi che in particolare dovevano riguardare strade, ferrovie, aeroporto, porti e collegamenti idrici.

«Come lo scorso anno anche nel 2011 l'Abruzzo si trova a festeggiare il secondo compleanno della Giunta Chiodi senza una sola opera infrastrutturale - dice Camillo D'Alessandro - le menzogne del centro-destra sono ormai di dominio pubblico, basta guardarsi intorno per capire che l'Abruzzo di Chiodi è fermo al palo in agonia e non riesce a dare alcun segnale positivo all'economia ed al territorio».
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«L'Abruzzo - diceva Chiodi all'indomani della firma dell'Accordo - deve ricominciare a produrre ricchezza. Ebbene vorrei chiedere a Chiodi se secondo lui l'Abruzzo dopo due anni di centro-destra è messo meglio di come l'ha trovato? » chiede D'Alessandro. L'accordo prevedeva che si sarebbe dovuto costituire persino un comitato di vigilanza sull'avanzamento dei lavori, nel pieno rispetto dei tempi di esecuzione programmati. E il Pd rincara la dose: «nessun comitato perché non c'è stato nessun lavoro, si trattava di una mera trovata propagandistica - dice Camillo D'Alessandro - che serviva per la campagna elettorale. Nell'accordo, guarda caso, mancherebbe la firma del ministro Tremonti, il titolare reale della cassa.In aggiunta nessuna delle opere è inclusa nell'allegato opere infrastrutturali approvato per il 2010- 2013 dal Cipe l'organo competente in materia di finanziamenti alle infrastrutture; nessun nuovo finanziamento assegnato ai soggetti attuatori (Anas, Province); niente di niente soprattutto dopo che il Cipe ha già tenuto ben 8 sedute in cui sono stati approvati provvedimenti per progetti e nessuno di essi riguarda il nostro Abruzzo».

D'Alessandro ci tiene a ricordare inoltre che quanto accaduto c'era da aspettarselo, considerando che a breve distanza dall'insediamento dell'attuale governo Berlusconi l'Abruzzo era tra le prime regioni che si erano viste un drastico taglio sui fondi destinatigli. «Al di là delle polemiche, le opere rimangono lì per essere portate a compimento, tra le principali ci sarebbero la Fondovalle Sangro, il Porto di Ortona, lavori con inizio stabilito per il 2009, il IV Lotto della Teramo-mare e la Pedemontana Marche-Abruzzo . E tra le principali incognite anche l'ammodernamento della linea ferroviaria Pescara- Roma, che resta lì come un punto interrogativo per cui al momento non si intravedono soluzioni. Chiodi ci dica quanti anni l'Abruzzo dovrà attendere ancora le promesse sue e di Berlusconi, altrimenti prenda atto una volta per tutte - conclude D'Alessandro - il suo totale fallimento politico e ne tragga le dovute conseguenze».

COSTANTINI (IDV): «POVERI DI INFRASTRUTTURE, UTILIZZARE AL MEGLIO LE POCHE RISORSE DISPONIBILI». «La realizzazione delle complanari e la velocizzazione dell'accesso alla capitale costituiscono il presupposto fondamentale per un salto di qualità dell'intera economia regionale. Basta pensare all'Aquila, a quanto è importante per il suo riscatto la rapidità dei collegamenti con Roma, ed a quali sinergie potrebbero nascere anche e soprattutto sulla promozione turistica dalla velocizzazione dei collegamenti con Roma capitale". E' quanto dichiara Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, sulla realizzazione delle complanari sul tratto urbano dell'autostrada A24 (Roma-L'Aquila-Teramo) tra la Barriera di Roma Est e Via Palmiro Togliatti. «Un solo aspetto - aggiunge Costantini - sarebbe utile rendere chiaro agli abruzzesi, anche perché, stranamente, alla conferenza stampa di presentazione dell'opera erano presenti tutti, tranne i rappresentanti della politica regionale abruzzese: le difficoltà di accesso a Roma sono nate perché sui raccordi autostradali è stato scaricato il traffico locale e le complanari serviranno proprio a separare e a rendere autonomo il traffico locale da quello diretto da e per l'Abruzzo.L'opera, dunque, servirà i romani molto più di quanto non servirà gli abruzzesi e, ciò nonostante, il contributo assolutamente prevalente alla sua realizzazione dovrebbe derivare proprio dai pedaggi pagati dagli abruzzesi. Si tratta, ovviamente, - sottolinea Costantini - di una mia personale supposizione, ma chi ha responsabilità di governo della Regione e di tutela e di rappresentanza degli interessi degli abruzzesi dovrebbe farci capire qualcosa in più".
"Questo - conclude il capogruppo IdV - non vuole minimamente mettere in discussione l'importanza di un intervento atteso da anni, tuttavia, considerata la competizione che il federalismo impone tra regioni, non è sbagliato curare al meglio i nostri interessi».

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