PESCARA «Complessivamente, il centrodestra e il Pdl in Abruzzo hanno vinto». Nell'esaminare il voto amministrativo, il presidente della Giunta regionale non si ferma al risultato dei ballottaggi. Gianni Chiodi guarda più in là del 3-1 a favore degli avversari per uno sguardo d'insieme che ingloba anche gli esiti del primo turno elettorale. Il verdetto delle urne, lunedì pomeriggio, ha premiato il centrosinistra, che ha vinto a Lanciano (dove governava il centrodestra) e si è riconfermato alla guida di Vasto e Francavilla. Il centrodestra invece ha riconquistato Roseto dopo 37 anni. Ma oltre che in questi quattro grandi centri, il 15 e 16 maggio scorsi si è votato anche in altri settantadue Comuni con meno di quindicimila abitanti. «Eccellenti sono i risultati ottenuti in provincia dell'Aquila - commenta Chiodi -. Qui il centrodestra continua il trend positivo dopo il sucesso alle provinciali dello scorso anno. La vittoria nei comuni del cratere del terremoto evidenzia il sentimento popolare sulle azioni della ricostruzione. Tra l'altro - continua Chiodi - in provincia dell'Aquila abbiamo vinto a Tagliacozzo, dove c'è stata la riconversione dell'ospedale nell'ambito del piano di rientro del deficit della sanità. Anche nel Teramano ci sono stati risultati straordinari: il centrodestra ha conquistato tre roccaforti del centrosinistra, come Castelli, Colonnella e Roseto, dove a scendere in campo sono stati i big della politica, in particolare il parlamentare del Pd Ginoble e il parlamentare dell'Idv Di Stanislao, quest'ultimo candidato sindaco a Colonnella». Nel Pescarese «il centrodestra - dice il governatore - ha recuperato voti rispetto alle regionali del 2008. A Popoli abbiamo sfiorato la vittoria, e tra l'altro anche in questo Comune c'è stata la riconversione dell'ospedale». Le note dolenti arrivano invece dalla provincia di Chieti dove il centrodestra ha incassato un eloquente 3-0. «A Lanciano c'è stata una brutta sconfitta - ammette Chiodi - causata anche dalla nostra azione riformatrice e dalla politica di rigore che ha lasciato per ora poco spazio allo sviluppo. Ma abbiamo perso soprattutto per le divisioni nel centrodestra. Decisivo è stato l'apparentamento nel centrosinistra con l'ex esponente del Pdl Di Fonzo, che con una lista civica aveva preso il 10% dei voti». Ma Chiodi non fa drammi. «La classe dirigente - dice - deve migliorare ovunque e nei prossimi giorni il coordinatore regionale del partito convocherà confronti per valutare e riflettere su quanto successo». Il senatore del Pd Giovanni Legnini giudica incredibili le dichiarazioni vittoriose di Chiodi. «Il centrosinistra vince in 9 dei 12 Comuni con più di 5 mila abitanti e nella maggioranza dei centri minori d'Abruzzo, con risultati che fino a qualche mese fa erano impensabili. Parlare di un avanzamento del centrodestra è il segnale dello stato confusionale in cui versano Chiodi e il suo partito - dichiara Legnini -. Se il risultato dell'azione di governo di Chiodi come commissario alla ricostruzione e alla sanità è la vittoria del Pdl a Tagliacozzo e Colonnella e in qualche piccolo Comune della provincia dell'Aquila, allora sarebbe quasi auspicabile che questa azione continui sulla stessa strada. Ma noi la pensiamo diversamente: a rimetterci sarà l'Abruzzo. Sul presunto premio alla sua politica sanitaria, Chiodi veda i risultati di Lanciano, Vasto, Penne, Popoli, Pescina, fino a Casoli dove il candidato Pd ha doppiato l'avversario da lui sostenuto. Chieda al vice coordinatore del suo partito, Fabrizio Di Stefano, ed all'assessore della sua giunta Mauro Febbo se sono d'accordo sul premio alla sua politica sanitaria». A gongolare, nel centrodestra, è il senatore Paolo Tancredi, entusiasta per la vittoria a Roseto. «Roseto è stata presa con l'ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione e dei gufi», afferma il parlamentare, che è anche coordinatore del Pdl di Teramo. Esultano, ma per opposti motivi, i presidenti dei Club Forza del Sud di Montesilvano, Consuelo Barilone, di Pescara Davide Pardi e Antonio De Vincentiis. «I Club Forza del Sud Abruzzo se la ridono - affermano in una nota -. Finalmente è finito un ciclo politico dove nessuno si riconosceva e si riconosce più».