LANCIANO. Passata l'ebbrezza della vittoria, comincia oggi un serrato lavoro di nomine per Mario Pupillo, fresco sindaco di centrosinistra in una città che non ne ha mai avuto uno di quello schieramento dal dopoguerra. Si profila così un gioco ad incastri per dare il giusto merito ai compagni delle liste civiche, che non esclude colpi di scena. Soprattutto in vista della conferma che tutti aspettavano: al centrosinistra, che al ballottaggio ha schiacciato il centrodestra con il 58,20% dei voti, toccherà il premio di maggioranza. E così sono 14 i consiglieri che entrano in comune. Sette gli assessori che, tuttavia, potrebbero essere anche esterni.
È un lavoro febbrile di riunioni, consultazioni e decisioni da prendere quello che si profila a partire da oggi per il nuovo sindaco. Sciolto il nodo del premio di maggioranza, la strada è ora tutta in discesa. O in salita, a seconda delle prospettive.
«Sono sereno», dichiara Pupillo all'uscita dal tribunale subito dopo la proclamazione, «cercheremo di dare il giusto merito alle liste civiche e di coinvolgere personalità con esperienza, ma che siano anche competenti. Abbiamo una squadra eccezionale da cui attingere, ma non si escludono anche figure tecniche».
Il toto assessori. Nessuno scioglie le riserve nel centrosinistra su chi occuperà ruoli di responsabilità nell'assise civica. I giochi sono ancora aperti ed è solo questione di ore. Qualcosa però si comincia ad intuire. Resta a tre ad esempio il numero degli assessorati alle liste civiche. Conti alla mano, ne toccherebbero due a Pino Valente e uno a Donato Di Fonzo. Il primo, tuttavia, potrebbe ambire anche all'incarico di vicesindaco, come vogliono voci insistenti delle ultime ore. Anche l'impegno personale dell'ex presidente della Fiera, in rottura con il centrodestra, avrà un riconoscimento. Del resto Di Fonzo è stato assessore regionale alle attività produttive con la giunta di Giovanni Pace.
Il ruolo del Pd. Per le nomine in giunta un ruolo importante dovrebbe toccare al Pd, il partito che nella coalizione iniziale del centrosinistra (quella senza apparentamento), ha raccolto il numero maggiore di voti: 2.534 con una percentuale dell'11,78%. E certo nel Pd ci sono anche i candidati consiglieri più votati. Come Leo Marongiu (296), il più votato della coalizione e il più giovane consigliere, oppure Pasquale Sasso (283) e Maria Saveria Borrelli (199), che dalla loro parte hanno anche gli anni di esperienza in consiglio comunale.
I giovani. Ci sono anche nuove leve tra gli eletti del costituente consiglio comunale. Oltre a Marongiu, della schiera fanno parte Antonio Bianco (Pd, 155 voti), Piero Cotellessa (Sel, 103), Dora Anna Bendotti (Lanciano in comune, 147) e Gabriele Di Bucchianico (Idv, 185), tutti sotto i 40 anni. Per loro, alla prima esperienza in consiglio comunale, si prospetta probabilmente una legislatura senza grossi incarichi per "farsi le ossa" in politica e sperimentare l'attività di consiglio.
I tecnici. Si guarda anche fuori dagli eletti in consiglio per la composizione della giunta. Lo stesso Pupillo non ha escluso di guardare anche a «persone vicine al centrosinistra, di comprovata esperienza e competenza» per la sua nuova squadra di governo. Un nome tra i papabili potrebbe essere quello di Domenico Ucci (Lanciano in comune), che è stato già assessore nella giunta di Giovanni Polidoro ed ex direttore dell'Ater. Ma altri nomi potrebbero arrivare anche dalle liste civiche. Come quella di Progetto Lanciano, che ha all'attivo ben due architetti, buoni ad esempio per un ruolo da assessore all'urbanistica, quali sono Antonio Di Naccio e Francesco Cotellessa. Quest'ultimo ha collaborato con diversi Comuni del comprensorio e ha all'attivo tre master in urbanistica.
I prossimi passaggi. Dopo la proclamazione a sindaco, ieri pomeriggio in tribunale, Mario Pupillo dovrà essere chiamato dal prefetto di Chieti, Vincenzo Greco, per il giuramento. Subito dopo, entro 10 giorni, dovrà essere convocato il consiglio comunale che dovrà nominare il presidente. A convocare la prima seduta del nuovo consiglio dovrebbe essere il consigliere della maggioranza più anziano, inteso però come quello che ha preso più voti. In questo caso si tratterebbe di Leo Marongiu, il più votato, ma anche il più giovane con i suoi 30 anni.