Il Pdl aveva tre candidati Alla fine è diventata una sorta di armata Brancaleone
FRANCAVILLA. Mario Amicone è uno di quelli che non le manda a dire. E a sole 24 ore, tanto dev'essere stata la rabbia accumulata per la sconfitta, dalla caduta di Francavilla nel regno del centrodestra apre la resa dei conti nel Pdl: «Chiedo al partito di prendere provvedimenti nei confronti di chi l'ha tradito». E sul banco degli imputati l'ex assessore Dc (poi Udc) mette il coordinatore provinciale Mauro Febbo e il vice coordinatore regionale Fabrizio Di Stefano.
Amicone, da dove cominciamo?
«Dalla fine di queste elezioni, dal fatto, cioè, che non mi aspettavo una sconfitta così evidente. A Francavilla in particolare e più in generale nelle altre due piazze del Chietino, Vasto e Lanciano, dove il Pdl si è presentato lacerato dalle divisioni».
Il caso Francavilla brucia di più?
«Certo che brucia, basti pensare che qui c'erano tre candidati iscritti al Pdl: De Felice, componente del comitato provinciale, D'Amario, assessore provinciale, e poi Luciani che era iscritto e poi si è sospeso quando si è candidato. Ebbene, sono andati l'uno contro l'altro. Alla fine Luciani ha trovato il sostegno della sinistra, gli altri due si sono ulteriormente divisi e per protesta gran parte del Pdl ha votato Luciani».
Messa così sembra un'armata Brancaleone.
«Non sembra, è diventata un'armata Brancaleone. I nostri tre pdl si sono divisi all'inizio e poi è subentrato il carattere di ciascuno: così, mentre Luciani ha avuto umiltà, gli altri si sono fatti prendere dalla presunzione, spinti da qualche esponente della segreteria del partito, al punto di essere convinti che ce l'avrebbero fatta andando avanti da soli. È qui che c'è stata la reazione dei lettori all'arroganza e alla prepotenza. Malgrado, ripeto, l'obiettivo politico di De Felice e Luciani, aldilà dei metodi di amministrazione, fosse comune. Quello cioè di interromperela ripresa del potere da parte di Angelucci e D'Amario che avevano per trent'anni governato a Francavilla».
La sua è una denuncia o un rammarico?
«Denuncia e rammarico insieme, innanzitutto chiedo come componente del coordinamento regionale pdl che vengano convocati i coordinamenti provinciale e regionale del partito per prendere atto degli errori commessi».
E poi? Basta una pur attenta analisi politica?
«Non credo, guardi si risolverà così: ci saranno provvedimenti nei confronti di chi ha tradito il partito».
È una sua previsione, o una sua richiesta?
«Mi sembra naturale che si debbano giudicare le persone in base ai risultati raccolti».
Allora faccia i nomi.
«A Francavilla chi deve rispondere sono Febbo, che è il coordinatore provinciale, e il vice coordinatore nazionale Fabrizio Di Stefano. Sono loro che hanno seguito molto le candidature, sono loro che non hanno condiviso la scelta del partito su De Felice e sempre loro non hanno mai scoraggiato D'Amario a candidarsi da solo. Di contro nel ballottaggio sono apertamente scesi in campo a favore di D'Amario. Il partito deve prendere decisioni nei loro confronti, deve valutare il comportamento ambiguo».
Lei che cosa avrebbe fatto?
«Io avrei tentato l'accordo tra D'Amario e De Felice. Ci ho anche provato, ma se l'avessero fatto loro il partito non avrebbe perso Francavilla perché uno dei due, tra De Felice e D'Amario, avrebbe vinto».
Ma lei ritiene che sia giusto che a scegliere il candidato sia direttamente il partito da Roma?
«Visti i risultati, no. Col senno di poi l'ha detto pure Berlusconi».
Luciani: c'è voglia di cambiare, non deluderò
Il sindaco trascorre il suo primo giorno in città a ringraziare
Di Renzo primo degli eletti: subito progetti concreti Giangiacomo (Idv): non possiamo concederci nessun passo falso
FRANCAVILLA. «C'è aria di festa a Francavilla. Nel mio primo giorno da sindaco trascorso in giro per la città per ringraziare chi mi ha dato fiducia, ho incontrato molte persone gioiose», afferma il neo sindaco di centrosinistra Antonio Luciani, il giorno dopo il ballottaggio che lo ha visto ampiamente vincente sul rivale del centrodestra, Daniele D'Amario: «Nella gente c'è la percezione di un vero cambiamento, e da parte mia c'è la forte determinazione di non deluderla».
Luciani ha vinto con lo schieramento iniziale (Pd, Idv, Luciani sindaco, Francavilla cambia), senza ricorrere agli apparentamenti.
«A Francavilla, il Pd riparte dai giovani e dall'unità del gruppo dirigente», afferma Stefano Di Renzo, primo degli eletti della coalizione. «Dopo essere stato eletto tre anni fa con il Pd ed aver ricoperto il ruolo di assessore per soli tre mesi, ho scelto di ricandidarmi nell'unico partito che ritengo possa rappresentare gli ideali in cui ho sempre creduto. Spero che il mio successo personale possa incarnare il segno di un cambiamento importante nel centrosinistra di Francavilla».
Per Di Stefano, il Pd riparte anche «da progetti concreti da riversare in un'amministrazione nuova e solida». «Le prospettive sono incoraggianti, il lavoro da fare enorme, la voglia di lavorare tantissima», aggiunge. «Sono convinto che con la vittoria di Luciani e del centrosinistra si apre a Francavilla una nuova stagione politica; un rinnovamento che porterà la città a risollevarsi dalla cattiva gestione adoperata negli ultimi 20 anni da una classe politica sonoramente bocciata dai cittadini».
«Una grande vittoria con un nuovo personaggio politico», commenta Francesco Todisco (Luciani sindaco): «I cittadini, in modo plebiscitario, hanno decretato l'inizio di una nuova fase amministrativa, espressione di un dinamismo che questa città vuole da molto tempo».
«Noi dell'Idv siamo più che soddisfatti», rimarca Mario Giangiacomo, coordinatore cittadino del partito di Di Pietro, «in quanto i nostri criteri, fortemente voluti per la scelta del candidato sindaco, si sono dimostrati giusti ed in piena sintonia con le esigenze dei cittadini: la scelta di una persona di nuova cultura e di nuova esperienza ha dato un taglio alle vecchie logiche politiche. Inoltre», rileva Giangiacomo, «sia D'Amario che Luciani, rifiutando gli apparentamenti, hanno fatto una scelta coraggiosa e coerente a favore della governabilità e il bene di Francavilla, mettendo entrambi a rischio il risultato del ballottaggio. Non posso negare che le lotte intestine al centrodestra hanno indirettamente favorito il centrosinistra», soggiunge il coordinatore Idv. «Quello che ci attende è una grande sfida e la situazione odierna di Francavilla, tra degrado, problemi sociali, crisi del turismo e debiti comunali, non ci permette di poter fare alcun passo falso. Per questo motivo, ad oggi, mi rifiuto di parlare di vittoria, perché potremo dire di aver vinto solo quando riusciremo ad attuare buona parte del programma».