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Pescara, 18/06/2026
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Data: 01/06/2011
Testata giornalistica: La Nazione
Bonaccorsi attacca i sindacati: «Ignoranti» Guerra sui conti dell'azienda.Il presidente replica: «Quel mondo attaccato ai carrozzoni politici è finito»

Ieri la Rsu di Ataf avrebbe dovuto incontrare il sindaco per discutere della privatizzazione dell'azienda. I rappresentanti dei lavoratori, invece, dovranno attendere ancora un giorno. Per improrogabili e sopravvenuti impegni, Renzi li incontrerà solo oggi, alle 15. Sarà comunque un giorno importante per l'azienda di trasporto pubblico locale: il cda approverà il bilancio consuntivo 2010 e i numeri già annunciati a febbraio, all'indomani dell'ok unanime dell'assemblea dei soci, saranno confermati. A partire dallo storico pareggio di bilancio dell'azienda, per la prima volta dopo 58 anni. «Con il passaggio del bilancio nel cda - commenta il presidente di Ataf, Filippo Bonaccorsi - finalmente sarà messo nero su bianco quello che da tempo affermiamo e cioè che, in un anno e mezzo, abbiamo fatto di Ataf un'azienda completamente diversa: moderna e con i conti in pareggio». I sindacati, però, presidente, contestano il pareggio, realizzato 'considerando come già incassate tutte le 120mila multe fatte lo scorso anno e i biglietti prevenduti per il 2011'. «Che Ataf sia in salute, forse, dà fastidio a qualcuno. Non capisco come un dipendente Ataf, che fa anche il sindacalista, possa augurarsi che la propria azienda sia in deficit e che fallisca». Ma è vero che ci sono 24mila multe non incassate e che quindi l'azienda ha perso per strada quasi 4,5 milioni di euro? «Mi pare che si sia scoperta l'acqua calda. Nel 2010 abbiamo elevato 120mila multe, ma è ovvio che non si riesce a riscuoterle tutte. I nostri verificatori non sono pubblici ufficiali. C'è chi, tra i trasgressori, fornisce dati falsi e chi le multe non le paga perché non ha soldi. Ma sul bilancio, che è stato fatto a norma di legge, c'è la cosiddetta riserva per i rischi che prevede anche questo tipo di situazioni». Allora perché i sindacati continuano a sostenere che i conti non tornano? «Per un misto di strumentalizzazione e ignoranza». Ci spieghi meglio. «Evidentemente non sanno leggere il bilancio. Ma c'è anche dell'altro, fanno un uso politico dei dati. Bisogna chiedersi perché, ormai da un anno, la Rsu continua a mordere la mano di chi dà loro il pane». Si è dato una risposta? «Certo. Perché sono abituati all'azienda pubblica e non si sono accorti, invece, che Ataf è una società per azioni da ormai dieci anni. Se vogliono fare politica, si candidino. O si rendano finalmente conto che quel mondo che ha consentito loro di galleggiare restando attaccati a un carrozzone politico si sta ormai sgretolando». E sul fronte della vendita ai privati? «Con il privato non aumenterà il biglietto. Pensiamo a Linea: è privata al 66%, eppure ha un biglietto che costa come quello di Ataf. Pensiamo a Cap: è totalmente privata, ma il prezzo del titolo di viaggio lo decidono gli enti pubblici, non i soci privati». Le linee deboli rischiano di scomparire? «Nient'affatto. I servizi minimi sono garantiti dalle gare regionali». Nessuna ripercussione nemmeno sui lavoratori? «Non necessariamente le condizioni lavorative peggiorano con il privato». Ma alla fine questa quota che andrà ai privati sarà del 40%? «Se ne sta occupando l'advisor, che ha il compito di individuare lo scenario più appetibile per l'ingresso del nuovo partner e più vantaggioso per i 9 Comuni soci». Che ne sarà, invece, dell'altro 60%? «Ataf Gestione srl è al 100% a capitale di Ataf spa. Con la vendita di una quota ai privati, la restante parte resterà ad Ataf spa e quindi in mano pubblica». Qualche buona notizia da dare a chi utilizza il bus? «Molte. I ritardi sono scesi dal 12 al 5,8%, le corse perse sono sotto lo 0,2%, i reclami per la pulizia dei mezzi sono calati del 400%, in flessione del 700% le sanzioni fatte ad Ataf dalle autorità competenti. Sono stati rinnovati 43 autobus, l'età media della flotta è passata da 9,9 a 9 anni, i controlli sui titoli di viaggio sono aumentati del 700%, cambiate 123 su 136 pensiline, rinnovato il sito internet, possibilità di acquisto dei biglietti online e via sms, e tanto altro ancora».

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