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Pescara, 18/06/2026
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Data: 01/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Marineria blocca porto e asse attrezzato. Scatta alle 9 la protesta per il dragaggio, si mobilitano pescatori, operatori e politici

Il blitz è annunciato per questa mattina alle 9. A quell'ora la marineria di Pescara schiererà la flotta pescherecci all'imboccatura della darsena commerciale ostruendo l'ingresso e l'uscita dal porto. Subito dopo scatterà il blocco dell'Asse attrezzato.
Scendono in piazza i pescatori per protestare contro i ritardi del dragaggio che hanno determinato la chiusura dello scalo marittimo. Il direttore marittimo Pietro Verna non ha emanato nessuna ordinanza formale, ma è drammatica la situazione che tutti in porto stanno vivendo e subendo da settimane. I fondali sono ridottissimi, le navi non riescono a manovrare e le conseguenze economiche e commerciali sono devastanti.
I pescatori non sono soli nella battaglia: al loro fianco si sono schierati la Camera di commercio, gli operatori portuali, imprenditori come Di Properzio, agenti marittimi come Santori della Sanmar, i rappresentanti delle imprese che di porto vivono e che di porto chiuso stanno morendo. Ad ingrossare le file dei manifestanti ci sarà anche il Pd, che sull'emergenza porto rimprovera al sindaco Albore Mascia di non essersi battuto abbastanza sul piano politico per evitare questa paralisi. Va detto che lo stesso sindaco, che sul porto non ha competenze, ha sempre solidarizzato con la marineria.
Sul fronte del dragaggio, intanto, non arrivano novità utili ad aprire spiragli di ottimismo. Ieri mattina c'è stata una riunione al Genio civile alla presenza dell'ingegner Luigi Minenza del Provveditorato e di Luca Nicolaj, titolare dell'appalto. L'autorizzazione della Regione a scavare altri diecimila metri cubi è datata 12 maggio, e la conferma arriva dal dirigente regionale Franco Gerardini, ma il sequestro dell'impianto di stoccaggio dei fanghi a Moscufo, per iniziativa dei carabinieri del Noe, ha bloccato le operazioni. Gli stessi militari del Noe hanno fatto visita all'impresa Nicolaj, due giorni fa ed hanno preso un documento utile a far luce sul rapporto di subappalto tra l'impresa pescarese e la Dec, titolare dello speciale macchinario belga che al porto viene utilizzato per il trattamento dei fanghi dragati.
Nel frattempo, nulla si muove. «Portare i fanghi in discarica non è possibile perché servirebbe avviare un nuovo iter procedurale per ottenere un'altra e diversa autorizzazione, il che richiede tempi lunghi» ha spiegato l'ingegner Minenza, tesi confermata poi da Gerardini. In sostanza, con le disposizioni attuali, i fanghi del dragaggio possono essere smaltiti in un impianto di recupero e non in discarica. Di sicuro non possono essere gettati in mare e neppure nella vasca di colmata, che è satura: la Regione è chiara su questo, e lo conferma una certificazione dell'Arta del 16 novembre 2009. Che oggi dall'Arta ci sia chi sostiene il contrario diventa perciò un mistero. Un'alternativa possibile è quella di conferire i fanghi al cementificio per il riutilizzo del materiale nella fabbricazione di mattoni. La Regione ha dato il nulla osta, il cementificio è disponibile a una prova tecnica: se funziona, la sabbia dragata al porto potrà dunque essere recuperata nell'impianto di via Raiale benché in quantità ridotta rispetto a quella che poteva essere accolta a Moscufo: «Solo mille tonnellate a settimana, ma sarebbe meglio di niente - ha spiegato l'ingegner Minenza - perché ci consentirebbe di riprendere il dragaggio». L'interruzione della filiera, dopo il sequestro dell'impianto di Moscufo, ha spinto gli operatori portuali a chiedere la revoca dell'appalto a Nicolaj, ma spetta al Provveditorato ovvero al Ministero deciderlo.
Luca Nicolaj, dal canto proprio, attacca di contropiede: proprio ieri ha illustrato a sindaco e consiglieri comunali di Città Sant'Angelo il suo progetto per un impianto per il recupero dei fanghi dragati da realizzare nell'area industriale. Il preliminare ha avuto l'ok in conferenza di servizi alla Regione e ora tutto dipende dal confronto con l'amministrazione locale.

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