MILANO. Bossi arriva a Roma di umor nero, e parla per mezze frasi poco rassicuranti. Più loquace, nel Carroccio, è il ministro Maroni: «Il segnale c'è stato ed è stato forte. Non deve essere sottovalutato e io non lo faccio. Adesso cerchiamo di capire se questa maggioranza ha le capacità di reagire o resta inerte, che sarebbe la cosa peggiore». Poi il richiamo a un vecchio proverbio: «Mia nonna mi diceva che le sberle fanno male ma alla lunga fanno rinsavire. Per adesso resta solo il dolore dello sberlone e spero che nei prossimi giorni questo ci faccia capire perché è andata così. Non solo, dovremo anche prendere delle adeguate contromisure».
Le decisioni saranno prese il prossimo 19 giugno quando si riunirà il popolo di Pontida. Lì, fra salamini e polenta taragna, parlerà il grande capo e stavolta dovrà dare un segnale. Segnale, che, intanto, arriva dagli ascoltatori di "Radio Padania libera". Il centralino impazzisce. Chiamano da tutto il Nord. I milanesi sono inferociti: «E' ora di finirla con il Berlusconi. E' lui che ci ha fatto perdere». Gira e rigira in cima ai pensieri c'è sempre lui. Lui che aveva chiesto un voto pro o contro il governo. Lui che aveva detto: «Se Pisapia vince a Milano mi taglio le balle». Un po' come Mastella: «Se de Magistris va al ballottaggio mi suicido». Adesso nascono gruppi su Facebook per dire che le promesse vanno mantenute.
Per ora è Matteo Salvini ad avvertire che «La Lega non morirà per Berlusconi». Per l'eurodeputato del Carroccio Berlusconi «è stato sciocco a sostenere che è senza cervello chi non la pensa come lui». A bruciare di più non sono le sconfitte di Gallarate, Desio o Pavia. I leghisti quasi alzano le spalle perché, pensano, fra tre giorni saranno già dimenticate. Brucia la vittoria di Pisapia e la sconfitta a Milano dove la Lega contava di arrivare a sette seggi (ne ha avuti quattro) e, soprattutto, di avere la poltrona di vicesindaco. A quel posto era candidato proprio Salvini. E sulla Padania non mancano i segnali di insofferenza. Le pagine con i risultati elettorali titolano: «Che fine ha fatto il Pdl?» e «Il tracollo porta la firma del Pdl». Più chiari di così.