Ma è scontro sulle regole per i rincari La norma inserita a sorpresa nel testo sul Trasporto pubblico
UN MECCANISMO automatico che lega l'aumento dei biglietti al calo delle risorse statali: se le seconde scendono, contemporaneamente i primi salgono. È uno dei punti controversi della proposta di legge di riforma del Tpl (Trasporto pubblico locale), licenziata ieri in una riunione al Pirellone, durante la quale la Regione ha confermato anche la seconda tranche di aumenti per l'estate. Ed è polemica. «La Regione scarica i costi sugli utenti - denuncia Rocco Ungaro, segretario generale Filt Cgil Milano - . Forse sanno già che il governo ha intenzione di tagliare ancora i finanziamenti». Rimanda al mittente gli attacchi, l'assessore Raffaele Cattaneo: «È un principio: se vogliamo che il sistema di trasporto resti in equilibrio, le leve sono il contributo pubblico e le tariffe, se il primo scende, si deve agire sulle seconde. Se no l'alternativa è tagliare i servizi ma non vogliamo, la Cgil non rispetta un tavolo serio di confronto». Nel tavolo di ieri la Regione ha confermato l'aumento, il secondo, del 10 per cento sui biglietti, dopo quello di febbraio. La manovra, però, scatterà ad agosto e non più a luglio. «Una medicina amara ma necessaria per tenere in equilibrio il sistema», spiega l'assessore Cattaneo. Ma i sindacati chiedono uno stop: «Sarebbe un ulteriore incremento senza le garanzie di miglioramento della qualità», sostiene Fulvia Colombini, segretaria Cgil Lombardia. I pendolari sono scontenti: «Oltre a dover mandar giù gli aumenti - obietta Giorgio Dahò portavoce del coordinamento dei pendolari lombardi - abbiamo licenziato ma non condiviso un testo di riforma che speriamo venga migliorato nel suo iter». Al tavolo ieri la commissione ristretta (costituita da Regione ma anche aziende e utenti) ha stabilito che sulla base dei parametri di qualità prescelti - regolarità e puntualità per il trasporto su gomma, con l'aggiunta del ritardo medio per passeggero per quello su ferro - c'è stato un sostanziale miglioramento del servizio. Ma Legambiente snocciola altri dati. Un'escalation nelle soppressioni: dalle 303 di gennaio si è saliti alle 358 di aprile, più 18 per cento. In crescita anche i guasti ai locomotori: dai 59 di gennaio sono quasi triplicati, fino ai 175 di aprile, il 200 per cento in più. «Prima di fare nuovi aumenti vanno verificate le strade per ridurre i costi di esercizio», chiede Dario Balotta di Legambiente. Il progetto di riforma, che andrà in giunta regionale a giugno e poi in consiglio entro l'anno, riguarda anche la riduzione da undici a sette degli ambiti territoriali, con la creazione per ogni bacino di una "agenzia leggera" che lo gestisca, e la definizione di tariffe integrate tra ferro e gomma.