Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.068



Data: 02/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Elezioni in Abruzzo, il Pdl prepara la resa dei conti. In commissione Agricoltura il partito si spacca: Ricciuti vota col Pd contro la delibera di Febbo

PESCARA - Peccato che il dopo arrivi così presto. «Dopo Roma», dicevano i papaveri pidiellini pensando al cambio al vertice del partito. Dopo che Berlusconi avrà deciso cosa fare del Pdl nazionale, quindi. Peccato che l'ufficio di presidenza si sia svolto ieri, così presto, e che quindi l'Abruzzo potrebbe seguire a ruota. Processo scontato se le elezioni vanno male e in Abruzzo, nonostante il rassicurante proclama di Gianni Chiodi, bene non sono andate. «Squadra che vince non si cambia», diceva ieri un alto esponente del Pdl regionale, «squadra che perde invece sì».
Così, tanto per adeguarsi, il capogruppo del Pdl alla Regione Lanfranco Venturoni ha convocato per lunedì un vertice-fiume a Pescara nel palazzo di piazza Unione, allargato ai consiglieri di maggioranza e ai coordinatori del partito. Ufficialmente all'ordine del giorno le leggi e le riforme, in realtà si parlerà dei risultati delle elezioni e andrà in onda il regolamento dei conti tra gli ex An (Fabrizio Di Stefano e Mauro Febbo, principali imputati per la sconfitta di Francavilla) e gli azzurri teramani di Gianni Chiodi. Gettando le basi per un cambio al vertice, a rischio le poltrone di Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano. Le avvisaglie già ci sono.
Un assaggio si è verificato ieri mattina all'Aquila in Commissione agricoltura quando il pidiellino Luca Ricciuti ha votato insieme al Pd e a tutta l'opposizione mentre il Pdl in blocco abbandonava la seduta. Sul tavolo una delibera della giunta regionale proposta da Mauro Febbo che recepisce, per la prima volta nella storia dei consorzi di bonifica, il teorema di un ricorrente escluso che tende a minare il risultato elettorale del Consorzio. Un fatto tecnico, la modalità di calcolo che gli organi tecnici in prima istanza avevano bocciato. Ma che la giunta, a sorpresa, decide di fare sua, bypassando tra l'altro la commissione che doveva essere interpellata in prima battuta. La delibera viene bocciata, Ricciuti ha in tasca anche la delega di Lorenzo Sospiri, in totale fa undici voti. Un fatto tecnico, certamente. Ma anche il segno di una spaccatura evidente all'interno del Pdl tra gli ex An e il coordinatore Filippo Piccone che marca il suo territorio. «Solo un fatto interpretativo - precisa Ricciuti - Non ho condiviso la lettura data dalla giunta regionale. Escludo una lettura politica del voto, anche perchè il giorno prima lo stesso Febbo ci aveva dato carta bianca, invitandoci a votare secondo coscienza».
Nessun vincolo quindi, ufficialmente, da parte dell'assessore proponente. Ma la spaccatura c'è stata ed è andata a colpire direttamente una delibera che stava a cuore a un pezzo importante del partito. «Ma Febbo aveva lasciato libertà di voto - rincara Massimo Verrecchia, coordinatore aquilano del Pdl e braccio destro di Piccone - Il cambio al vertice del partito se ci sarà, non è valutazione che compete a me. Certo siamo tutti in attesa di capire cosa succederà a Roma». E in attesa dell'ufficio di presidenza romano, continuano le manovre di assestamento in consiglio regionale. Emilio Nasuti per esempio, ex Pdl ed ex finiano, attualmente posizionato nel gruppo misto dopo un breve flirt con Forza del sud (il cui logo compare ancora sulla sua bacheca Facebook), prende indicazioni e si comporta come un pidiellino doc. Ma resterebbe a metà del guado in attesa di sapere come andrà a finire il rimpasto di giunta previsto a fine giugno. Tattiche, anche queste.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it