Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.126



Data: 03/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Treni fermi ma non nelle fasce di maggior afflusso. Manca il personale le ragioni dell'agitazione

PESCARA - Le Regioni, Abruzzo in testa, hanno presentato un piano per migliorare la mobilità ferroviaria nel Centro Italia ma intanto le segreteria regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti e Fast ferrovie ribadiscono la proclamazione di «una prima azione di sciopero di otto ore, dalle 9 alle 17, di tutto il personale dipendente dalla Direzione regionale Abruzzo di Trenitalia per il prossimo 6 giugno», lunedì.
I sindacati spiegano che «la protesta è resa inevitabile dalla grave carenza di personale che nell'immediato potrebbe determinare la cancellazione di numerosi collegamenti ferroviari, oggi garantiti dal senso di responsabilità dei ferrovieri. Nonostante i numerosi incontri che si sono tenuti con i responsabili di Trenitalia non si è riusciti a trovare le necessarie risposte per risolvere la vertenza. Anzi, nell'ultima riunione la società, in risposta alla rivendicazione del sindacato di assumere nuovo personale per ovviare alle carenze, tra l'altro destinate ad aumentare a causa dell'elevata età dei lavoratori attualmente impiegati, ha dichiarato, in maniera anche sprezzante, che provvederà ad assegnare i servizi ad altri impianti delle regioni limitrofe. Dunque al danno si aggiunge la beffa: il lavoro della nostra regione, quello derivante dal contratto di servizio stipulato con Trenitalia dall'Assessorato ai Trasporti lo scorso gennaio e pagato con le nostre tasse, andrà probabilmente a dare occupazione in altre regioni mentre i nostri giovani saranno sempre più disoccupati».
Nella loro nota, i sindacati affermano che «questa situazione non è assolutamente più tollerabile. L'Abruzzo non merita questa ennesima umiliazione da parte di Trenitalia, che si aggiunge ad un'inadeguata qualità dei servizi quotidianamente offerti ai cittadini che utilizzano il treno per i propri spostamenti. Appare in tutta la sua evidenza la scarsa considerazione riservata da Trenitalia all'Abruzzo che trova conferma anche nel recente piano d'impresa 2011-2015 del Gruppo Ferrovie dello Stato, da dove emerge che la nostra regione, unica insieme al Molise nella direttrice adriatica, rimane fuori dal circuito dell'alta velocità essendo i treni veloci, o Frecce, limitati ad Ancona. E' giunta l'ora di fermare questa deriva che dura da troppo tempo ed i ferrovieri abruzzesi il 6 giugno faranno sentire forte le grida di protesta. L'auspicio è che le istituzioni, la politica, la società civile tutta si uniscano ai lavoratori facendo propria una vertenza che tocca tutti, in particolare la dignità dell'Abruzzo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it