ROMA. Raggiungere il quorum. Far sì che il 50 per cento più uno degli italiani vadano a votare per i quattro quesiti posti dal referendum del 12 e 13 giugno.
Dopo il via libera ottenuto dalla Cassazione che ha lasciato in piedi il quesito sul nucleare, è questa la prossima sfida dei promotori della consultazione popolare, alle prese con la mobilitazione delle piazze. Mentre il leader del centrosinistra Pierluigi Bersani e quello dell'Idv Antonio Di Pietro invitano leghisti, Fli e gli elettori del centrodestra ad andare alle urne. Mancano meno di dieci giorni al voto e l'obiettivo di Comitati del Sì, Verdi, Idv, Pd e ambientalisti è informare i cittadini sulla posta in gioco, convincerli a rispondere su acqua pubblica (2 i quesiti), legittimo impedimento e ritorno o al nucleare.
«L'asticella per il referendum è molto alta, ma siamo fiduciosi di poter raggiungere il quorum», sostiene Bersani che sulle iniziative di sensibilizzazione lancia una provocazione: «Il sindaco leghista di Varese ha detto di essere favorevole a due quesiti, allora venga sul palco, così come Fli». Per il presidente dei Verdi Angelo Bonelli «serve una grande manifestazione non dei partiti, ma di popolo per la chiusura della campagna referendaria». Chiusura che l'Idv, con Di Pietro in testa, sta già organizzando. Oltre alle iniziative (dai dibattiti ai concerti, dalle conferenze ai banchetti allestiti in tante città, dal Nord al Sud d'Italia), l'ex pm annuncia che «il 10 giugno si svolgeranno quattro grandi manifestazioni a Milano (piazza del Duomo), Roma (piazza del Popolo), Napoli (piazza Dante) e Palermo (piazza Verdi), coinvolgendo comitati, artisti, intellettuali e cittadini». Di Pietro chiede all'elettorato di centrodestra di andare a votare perché il raggiungimento del quorum è «una battaglia per la democrazia che non ammette divisioni di destra nè di sinistra». E per questo chiede a tutti di "spoliticizzare" la battaglia sui referendum.
Intanto resta da risolvere il problema delle schede con il vecchio quesito già arrivate in tanti consolati per gli italiani all'estero: il Viminale non ha il tempo di ristamparle, quindi già oggi dovrebbe fornire istruzioni sul da farsi. Un'altra incognita è rappresentata dal voto dei cattolici. Ieri il sito del settimanale Famiglia Cristiana ha bollato come «un'altra sconfitta di Berlusconi» la decisione della Cassazione e parlato di «più che probabile vittoria dei sì» al referendum. Certo è che questa volta, a differenza della consultazione sulla legge per la procreazione assistita, la Chiesa pur invitando a «non politicizzare i quesiti», sollecita tuttavia ad andare a votare, vista «la sensibilità dei temi: acqua, nucleare e giustizia», come hanno sottolineato i padri domenicani.