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Pescara, 14/04/2026
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Data: 04/06/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Servizi pubblici, no alla privatizzazione». Paolo Varesi, Ugl: c'è il rischio di nuove tasse locali, sarebbe una follia

L'intervista Il responsabile romano del sindacato mette i paletti sul bilancio comunale: basta tagli alla spesa sociale «Servizi pubblici, no alla privatizzazione»

Trasporto pubblico Servono investimenti non solo per completare le nuove linee della metropolitana, ma anche per migliorare il servizio esistente Lavoro & crisi La situazione a Roma è ormai drammatica, servono politiche mirate e in tempi rapidi per rilanciare l'occupazione Paolo Foschi «I servizi di utilità pubblica devono restare sotto il controllo delle amministrazioni pubbliche»: Paolo Varesi, segretario confederale e responsabile romano dell'Ugl, il sindacato vicino al centrodestra guidato da Renata Polverini prima che diventasse governatrice, non sembra soffrire della sindrome del governo (presunto) amico. E alla vigilia della presentazione del bilancio comunale e dell'appuntamento referendario, parla chiaro. Chiede a Gianni Alemanno di aggiustare la rotta della politica economica del Campidoglio. E dice «no» alla privatizzazioni dei servizi pubblici. A cominciare da Acea, dove - dice il sindacalista - «il Comune deve mantenere il 50,1%». Adesso c'è anche il referendum sull'acqua... «Il nostro sindacato quasi certamente prenderà una posizione precisa». E cioè «sì» alla cancellazione della cosiddetta privatizzazione dell'acqua? «Non posso pronunciarmi ancora, però posso dire che noi riteniamo fondamentale che le amministrazioni pubbliche abbiano il controllo delle aziende che erogano servizi di pubblica utilità. L'efficienza può e deve essere perseguita anche dalle aziende pubbliche, non c'è bisogno di cedere ai privati». Le aziende pubbliche romane, a cominciare da Ama e Atac, sono state travolte da scandali: dissesto finanziario, spese allegre, Parentopoli... « Tutti i responsabili, siano manager o politici, devono pagare: devono essere rimossi e rifondere i danni. Questo chiediamo con forza ad Alemanno. Siamo in una situazione economica drammatica, ma prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, serve pulizia». Si riferisce anche a Franco Panzironi, numero uno dell'Ama? «Non tocca a noi accertare le responsabilità della cattiva gestione. Ma chi ha sbagliato, deve pagare». A proposito di sacrifici, si parla di un possibile aumento delle imposte locali, per far quadrare i conti del Campidoglio... «Il rischio è concreto ed è emerso dagli incontri che abbiamo avuto con l'assessore al Bilancio Carmine Lamanda, anche se per ora mi pare che non sia stato deciso nulla. Noi chiediamo che non ci siano aumenti di tasse, siamo in una situazione tale di difficoltà delle famiglie che sarebbe una follia». E allora? Dove reperire le risorse? «Con i mancati trasferimenti di 240 milioni dal governo al Comune per effetto del federalismo, la situazione è difficile. Però bisogna intervenire altrove, non sulle tasche di chi lavora: ridurre gli sprechi, migliorare l'efficienza delle aziende pubbliche e degli uffici, ma razionalizzando, non tagliando». Per esempio? «Mi sembra interessante la strada della holding di controllo delle società comunali: se serve per centralizzare gli acquisti, ridurre la duplicazione di funzioni, diminuire il numero di amministratori e consiglieri, allora è un esempio di quello che si può fare per tagliare gli sprechi». Allora per il Bilancio la vostra prima richiesta è «niente nuove tasse». E poi? «Servono investimenti, reperendo appunto le risorse dai tagli agli sprechi, per gli investimenti nel settore dei trasporti in una doppia direzione: bisogna completare le nuove linee della metropolitana, ma va migliorata anche la qualità del servizio esistente, perché molte vetture sono in condizioni fatiscenti. E poi serve più informazione, come la paline elettroniche: ci sono in pratica solo il centro, andrebbero messe ovunque». Ancora? «Sicuramente va sostenuta la spesa sociale, servono interventi per il sostegno al reddito delle fasce disagiate e poi politiche per rilanciare l'occupazione perché a Roma la situazione è drammatica».

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