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Pescara, 14/04/2026
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04/06/2011
Il Messaggero
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Bombe carta e blocchi stradali, torna la tensione «Lunedì vertice tecnico sul dragaggio», l'annuncio del sottosegretario Catone incendia gli animi |
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Arriva il neo sottosegretario all'Ambiente, Giampiero Catone, per annunciare dalla sede della prefettura che lunedì si terrà un vertice sull'emergenza porto. E i rappresentanti della marineria non ci vedono più. In piazza Italia scoppiano in rapida successione tre bombe carta che scuotono la città, e intorno alle 13 i pescatori tornano a bloccare la rampa di accesso dell'asse attrezzato: soltanto l'intervento del vicario del questore, Mario Della Cioppa, fa desistere i manifestanti da una protesta che avrebbe mandato in tilt il traffico nell'ora di punta. L'annuncio di un ennesimo tavolo sul dragaggio dei fondali, dopo un balletto che si trascina da nove mesi, ha solo avuto l'effetto di esasperare ulteriormente gli animi. Evidentemente la marineria si attendeva qualcosa di più da un rappresentante del governo, una parola risolutiva. E invece l'emergenza torna all'anno zero. Catone si è infatti limitato a comunicare che per lunedì prossimo, alle 10,30, in prefettura sarà convocato un maxi vertice con tutte le istituzioni e gli enti competenti per decidere soprattutto due cose: quanto materiale dovrà essere dragato per rendere nuovamente agibile il porto canale, e dove e come dovranno essere smaltiti i fanghi (spunta anche l'ipotesi del sito a mare di Ortona). In sostanza, quello che si sarebbe dovuto fare già due anni fa, quando all'epoca del suo insediamento la giunta Chiodi stanziò i primi 500 mila euro per il dragaggio del porto di Pescara, procedendo poi con l'appalto e l'affidamento dei lavori. Naturalmente il sottosegretario Catone si è mosso ieri con la consueta abilità di politico navigato. Ha incalzato subito l'Arta, con il direttore Mario Amicone seduto in prima fila, osservando che «venti giorni di tempo per l'analisi dei campioni dei fanghi sono troppi e tutto dovrà essere fatto entro una settimana». Ha detto che lunedì «sarà Roma a venire a Pescara, e non viceversa», con la presenza al vertice dei direttori generali dei tre ministeri competenti: Ambiente, Infrastrutture e Trasporti. Ha ancora invitato i rappresentanti delle istituzioni e della politica a smetterla con il «rimpallo di responsabilità» che ha caratterizzato sin qui la vicenda del porto. Ha aggiunto, con un facile esempio, che «se una nave non può scaricare la farina a Pescara, l'aumento dei prezzi ha i suoi effetti anche nel Lazio», tanto per ricordare che l'economia dello scalo abruzzese non ruota solo attorno alla pesca. Sarebbe stato forse più efficace parlare delle 400.000 tonnellate l'anno di idrocarburi che alimentano tutti i distributori della regione, e che non possono fare più ingresso al porto con le navi. Ma evidentemente l'esempio della farina è stato il primo a venire in mente a Catone. Un clima di tensione, quello di ieri mattina, aggravato dall'annuncio fatto dal comandante della Direzione marittima, Verna: l'ordinanza di chiusura parziale del porto non era stata ancora firmata, perché restavano da definire alcuni aspetti tecnici relativi alla navigazione delle imbarcazioni più grandi. La firma sarebbe giunta solo in tarda mattinata, dopo una consultazione con il prefetto e lo stesso sottosegretario all'Ambiente. Altrettanto interlocutorio è stato l'incontro che i rappresentanti della marineria hanno avuto con l'assessore alla pesca Mauro Febbo, anche questo accompagnato da un piccolo presidio dei pescatori fuori dalla sede di via Catullo. L'assessore ha raccolto tutti gli elementi necessari prima di impegnarsi a reperire i fondi per gli indennizzi dei pescatori, i contributi de minimis solitamente assegnati dall'Europa per il fermo pesca. Il percorso ipotizzato è quello di un decreto della giunta regionale che consentirebbe una anticipazione dei fondi attraverso la Fira, pronta a fare da garante con le banche. Ma si è parlato anche del pesce sparito, e non solo in mare, ma anche dal mercato ittico dopo uno strano furto sul quale sono in corso indagini della polizia.
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