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Pescara, 14/04/2026
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04/06/2011
Il Messaggero
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E la folla invoca Sospiri (Senior) e D'Alfonso «Vergogna», cori e fischi contro Albore Mascia, la reazione alle risposte deboli |
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Ah, quando c'era lui. Anzi, loro. Già, perché anche nella convulsa giornata di ieri, tra le parole di rabbia dei pescatori sono stati evocati due personaggi della politica pescarese usciti di scena per ragioni diverse: l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Nino Sospiri e l'ex sindaco Luciano D'Alfonso. Il primo scomparso prematuramente qualche anno fa, il secondo messo ko dalle inchieste giudiziarie. Partiti diversi, schieramenti opposti: uno a destra che più destra non si può, l'altro a sinistra con il cuore al centro, Sospiri e D'Alfonso hanno rappresentato riferimenti saldi per la marineria. Entrambi si ritrovarono seduti uno accanto all'altro, nel 2004, quando fu tagliato il nastro delle nuove banchine. Sospiri si era battuto a lungo, con il sostegno dell'ex ministro Matteoli, per la modifica della diga foranea e la realizzazione del nuovo progetto che avrebbe dovuto portare le banchine del porto su fondali più sicuri (la famosa tavola 11 di cui si è persa ogni traccia). D'Alfonso era stato l'artefice del ripristino dei collegamenti con la Croazia. Aveva riportato a Pescara la Ivan Zajc (la vecchia Tiziano) e aveva soprattutto inaugurato il collegamento veloce della Snav, di cui quest'anno non v'è certezza. Entrambi sognavano l'attracco delle grandi navi da crociera. D'Alfonso aveva addirittura interceduto con l'ambasciata Turca per un problema di autorizzazioni che riguardava la compagnia Costa. Ora sono davvero pochi i rappresentanti della politica e delle istituzioni che possono presentarsi ad un confronto con la marineria senza correre il rischio di essere sommersi dai fischi. Ieri è successo di nuovo al sindaco Albore Mascia, accolto al grido «vergogna, vergogna» dopo aver lasciato il vertice con l'assessore Febbo. Il sindaco fa tra l'altro sapere di essere stato vittima di un equivoco nei giorni scorsi: «Non ho mai detto che i pescatori dovevano essere arrestati dopo gli incidenti di mercoledì». Dichiarazione che Il Messaggero è in grado di confermare. Per la marineria e gli operatori economici del porto, contano soprattutto le azioni. E le istituzioni si sono fatte sopraffare da una vicenda che poteva essere gestita sicuramente meglio. E Marinella Sclocco, consigliere regionale del Pd, ricorda: «Già a febbraio scorso sollevai il problema delle aziende che non erano in condizioni di lavorare per le precarie e sempre più drammatiche condizioni del porto. In un question time sul dragaggio, avevo chiesto di estendere a tutti i settori dell'ambito portuale i previsti strumenti di sostegno al reddito. Ma soltanto oggi, dopo cinque mesi da quella mia richiesta - conclude la Sclocco - l'assessore Febbo dichiara che sarà premura della maggioranza confezionare una apposita delibera».
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