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Data: 04/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Primarie, l'ok di Berlusconi: ma senza infiltrati da sinistra «Tremonti esita? No, dovrebbero fargli un monumento»

Il Cavaliere blinda Alfano: avrà pieni poteri. E attacca la stampa

ROMA - Silvio Berlusconi apre alle primarie del Popolo della libertà. Dopo la batosta elettorale, il presidente del Consiglio ascolta le richieste che arrivano da più settori del partito e punta a blindare il neo-segretario Angelino Alfano. «Non sono contrario» alla consultazione, assicura. Ma se si procede, aggiunge, ci vorrebbe un meccanismo come, ad esempio, un registro degli aventi diritto, per evitare che si rechino a votare «infiltrati della sinistra». Se Pier Luigi Bersani, leader Pd, ha reagito con ironia («Ci stiamo preparando..»), nel Pdl molti hanno applaudito, a partire da Roberto Formigoni («Sono un metodo per selezionare al meglio la nostra classe dirigente»). Michaela Biancofiore invece chiede di non farle per il leader, visto che è Berlusconi, ma per scegliere i segretari locali. Osvaldo Napoli sottolinea che sono «un'opportunità»
Per ora Berlusconi preme sulle riforme affinché il governo completi l'impegno assunto con gli elettori. E difende Giulio Tremonti il quale «no, non esita» a rendere concreta, fin da subito, la riforma fiscale. Anzi, «gli italiani dovrebbero fare un monumento a Tremonti e a tutto il governo perché stiamo riuscendo ad uscire dalla crisi, senza avere adottato» le drastiche misure degli altri Paesi europei, «come l'abbassamento degli stipendi pubblici» o avere «messo le mani nelle tasche degli italiani».
Proiettato sul versante internazionale, con gli incontri a Villa Pamphili, prima con il vice-presidente cinese, Xi Jinping (con il quale stringe ben 15 accordi di cooperazione tra Roma e Pechino), poi con Abu Mazen, presidente dell'Autorità nazionale palestinese), Berlusconi non disdegna un'intervista con Maurizio Belpietro a «Mattino 5». Parla del nuovo assetto del partito. Angelino Alfano resterà ministro della Giustizia fino a quando saranno concluse le procedure per accompagnarlo al vertice del Pdl. Ma quando tutto sarà espletato, avrà «pieni poteri». E conferma che dovrà essere modificato lo Statuto del Pdl, presumibilmente attraverso il congresso. Sarà Alfano «a dare ai tre coordinatori i compiti che riterrà opportuno». Il neo-segretario, intanto, assicura che studierà regole giuste e condivise per le primarie.
Il premier non pensa ci siano alternative a questa maggioranza, malgrado sia numericamente inferiore a quella di un anno fa, quando c'era Gianfranco Fini che, però, non nomina. Ma con la Lega e i Responsabili la coalizione «è più solida e determinata di prima». Per cui il Cavaliere si dice certo che la legislatura proseguirà fino al 2013, «per onorare il patto con gli elettori» ma anche perché questo governo è «l'unico a garantire la governabilità». Il Pdl è coeso, non c'è alcuna divisione, né «balcanizzazione». Questa è, semmai, una lettura che va rifiutata. «Sono tutte invenzioni dei giornali, di un degrado dell'informazione contro di noi». Riconosce una «sconfitta» alle amministrative scorse, come ha fatto nel '96, «a seguito del ribaltone propiziato da Scalfaro» e nel 2006, «quando siamo stati battuti per 25mila voti dai brogli della sinistra». Certo, «abbiamo subìto un gol, ma continuiamo a vincere, a condurre, per 4 a 1». Quanto alle cause, hanno influito sia la crisi globale, sia la «tremenda tenaglia informativa», ma anche la debolezza di «alcuni candidati». Attacca la sinistra che ha mandato squadre organizzate a fischiare «ai nostri comizi», come è successo all'Altare della Patria. Così i giornali hanno potuto scrivere «Berlusconi fischiato e applaudito».
Quanto ai referendum, per il Cavaliere l'esito non avrà ricadute sul governo il quale si adeguerà alla volontà dei cittadini. «Non abbiamo dato nessuna indicazione», anzi gli elettori del Pdl avranno «assoluta libertà di scelta» anche se le consultazioni nascono da «iniziative che sono demagogiche», spesso «fuorvianti», come nel caso dell'acqua. «Non è vero che si vuole privatizzare l'acqua, è una legge che punta a limitare gli sprechi nella gestione dell'acqua». Le norme del referendum sul nucleare «sono già state abrogate e non esistono più, dunque si chiede ai cittadini di andare a votare sul nulla: comunque, il governo si astiene» e «si adeguerà alla volontà dei cittadini».

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