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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pdl, vertice a Pescara sul dopo-elezioni Santangelo: primarie per il rilancio

PESCARA - Primarie, per favore. Le chiede anche Salvatore Santangelo del coordinamento regionale Pdl, che rilancia la tesi di Gianfranco Giuliante e sottolinea due volte l'ottimo risultato del Pdl nell'Aquilano. Fa tre nomi, Santangelo, solo tre nomi ai quali attribuisce il merito della vittoria e la conquista della «roccaforte dell'Aquila»: Filippo Piccone, Gianni Chiodi e Gianfranco Giuliante. «Grazie a loro tre la provincia dell'Aquila e in generale l'Abruzzo possono essere considerate per il Pdl una sorta di roccaforte (governiamo la Regione, quattro Province e tre capoluoghi di provincia su quattro), ma qualche anno fa la sinistra avrebbe potuto dire lo stesso». Affermazioni che sembrano rilanciare una triarchia che supera la vecchia divisione del Pdl in ex An ed ex azzurri (visto che Santangelo è un ex aennino doc), ma che all'apparenza prende le distanze anche da due potenti come Mauro Febbo e Fabrizio Di Stefano. Ed è proprio a quest'ultimo che sembra rivolgersi Santangelo quando rimarca la vittoria nell'Aquilano, che Di Stefano aveva sminuito mettendo nello stesso calderone il flop del Pdl nel Chietino e in alcuni centri della Marsica per colpa «della riforma sanitaria non compresa dai cittadini», e quindi per colpa di Gianni Chiodi.
Santangelo invita il Pdl, che oggi riunisce il gruppo regionale insieme ai consiglieri degli altri partiti di maggioranza e ai coordinatori del partito, a riprendere slancio «facendo tesoro dello stop incassato nelle ultime elezioni amministrative. Può farlo se affronta questo momento con serenità senza cacce alle streghe ma aprendo una fase di rinnovamento che non può prescindere dal rinnovamento della base: occorre dar forza ai congressi nazionali e soprattutto a quelli locali». Primarie quindi, eprchè è importante «selezionare il merito e premiare la capacità di mobilitazione». Il candidato secondo Santangelo «deve esser espressione del territorio e non imposto dai vertici di partito o di coalizione, nè la rosa dei candidati può essere imposta dall'alto come un sondaggio».
Una presa di posizione che insieme a quella di Giuliante, fa da apripista per il vertice di oggi a piazza Unione a Pescara. Una specie di resa dei conti alla luce dei risultati dei ballottaggi.

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