PESCARA. Domani scadono i dieci giorni promessi dall'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angelo Di Paolo a Claudio Ferrante, rappresentante delle associazioni di disabili, per cercare di sbloccare i fondi della legge nazionale n. 13 del 1989 che permette il rimborso delle spese sostenute per l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni private. Al termine della manifestazione del 27 maggio scorso che vide assessori e consiglieri in carrozzina, ci fu la consegna simbolica della maglietta da carcerato all'assessore Di Paolo, con l'accordo di riprenderla solo nel corso di un nuovo incontro. In questi giorni c'è stato solo uno scambio di sms tra Ferrante e l'assessore. Nel frattempo le associazioni di disabili hanno già indetto una riunione per mercoledì pomeriggio, da un lato per valutare l'eventuale risposta da parte della Regione e dall'altro per decidere se proporre direttamente una legge sulla vita indipendente (che hanno già pronta) all'assessore alle Politiche Sociali Paolo Gatti, che aveva promesso di istituire il Comitato Regionale per le politiche dell'handicap, o ai consiglieri che vogliano presentarla. In realtà una proposta di legge sulla vita indipendente venne già presentata diverso tempo fa dai consiglieri Maurizio Acerbo e Antonio Saia, ma il testo è fermo da mesi in commissione sanità e non convince pienamente i disabili, come spiega Ferrante: «E' riduttiva perché esclude alcune patologie come il disagio mentale».