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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/06/2011
Testata giornalistica: La Stampa
Saitta porta Cota in Tribunale. Scontro sul servizio di trasporto pubblico: «La Regione ha tagliato le risorse»

Le regole non si cambiano in corsa, ci troviamo in difficoltà perché la Regione ha mancato di rispettare gli accordi

Non sarà la prima preoccupazione della giunta-Cota, alle prese con i guai della Sanità piemontese, ma per la Regione è arrivato il momento di ricorrere alle carte bollate. O meglio: è la Provincia che mobilita gli avvocati contro la Regione. La dimostrazione di quanto traballino i rapporti nella «squadra Piemonte» vagheggiata dal Governatore a inizio mandato, quando la concordia istituzionale tra enti di diverso colore politico sembrava un obiettivo possibile. Il terreno dello scontro è quello del trasporto pubblico locale, finanziato dalla Regione e gestito dalla Provincia. Il «casus belli» è stata la sforbiciata alle risorse relative al triennio 2011-2013, decisa dalla Regione e respinta dalla Provincia. Fa fede la delibera, approvata nell'ultima seduta della giunta provinciale, in cui si autorizza il ricorso al Tar Piemonte - tramite gli avvocati Ludogoroff e Gallo - contro la delibera approvata a fine marzo da un'altra giunta, quella di piazza Castello: provvedimento «immediatamente eseguibile», con l'ok di Antonio Saitta, il numero uno di Palazzo Cisterna, affiancato dall'assessore ai Trasporti Bertone. Situazione paradossale per due enti le cui sedi istituzionali distano poche centinaia di metri in linea d'aria, ciascuno dotato di competenze su questioni comuni. Ma tant'è: i quattrini sono quattrini e la politica ci mette del suo. Dagli uffici di Saitta rimandano a ragioni estremamente concrete. A fine 2010 - terminata la gara, prima nel suo genere, che ha messo in palio il pacchetto del servizio di trasporto pubblico extraurbano - la Provincia si impegna a rispettare gli obblighi con il «nuovo» gestore del servizio: ovvero la cordata di imprese, presente Gtt, già in pista da anni. Lo fa confidando sulle risorse garantite dalla Regione nell'accordo di programm a s o t t o s c r i t t o p e r i l 2007-2009: l'importo dell'appalto, destinato a coprire milioni di chilometri, era di 34 milioni l'anno per tre anni. Tutto tranquillo finchè la Regione, a sua volta costretta a barcamenarsi sotto una serie infinita di chiari di luna, approva i tagli: meno 3% nel 2011, meno 7 nel 2012, meno 2 nel 2013. Più il mancato riconoscimento del tasso di inflazione. Una mannaia del 16%. Una doccia fredda per Palazzo Cisterna, ora in difficoltà: da qui la decisione di reagire. In ballo, ed è la cosa che interessa direttamente i cittadini, c'è la qualità e la continuità del trasporto pubblico locale. «Le regole non si cambiano in corsa - spiega Saitta -. Abbiamo preso un impegno con chi ha vinto la gara e dobbiamo onorarlo». Partita aperta.

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