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Pescara, 14/04/2026
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Data: 06/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bilancio, si parte dal salvataggio Atac. Giovedì in consiglio la delibera sulla valorizzazione degli immobili: 15 in vendita Da recuperare 388 milioni, di cui 152 per i minori

Al via la maratona di voto sulla manovra 2011: investimenti sui trasporti, rifiuti più cari

Primo obiettivo: salvare l'Atac dal fallimento. Poi, da venerdì (salvo complicazioni), l'Assemblea capitolina comincerà a esaminare il bilancio di previsione 2011 del Comune di Roma, licenziato dalla giunta l'11 aprile e successivamente approvato dalla commissione bilancio. Una manovra che porterà con sé aumenti dolorosi per i romani (come la tariffa sui rifiuti), ma anche la salvaguardia dei servizi pubblici comunali e investimenti puntati più sulla conclusione delle opere in corso (metropolitane) e sul quotidiano (manutenzione stradale) che sulle opere a lungo termine: alla voce cantieri da aprire ex novo, infatti, quest'anno dovrebbero essere finanziati il sottopasso di Malafede, su via Cristoforo Colombo, e le rotatorie di via Ardeatina. Prima del bilancio, però, toccherà al provvedimento che prevede la ric a p i t a l i z z a zione di Atac P a t r i m o n i o (con la sua dote di immobili), in vista della fusione con l'azienda che gestisce il trasporto nella Capitale. La delibera 35 del 2011, approvata dalla giunta e pronta per l'approdo nell'aula Giulio Cesare, prevede la «riconversione funzionale degli immobili non strumentali al trasporto pubblico locale». Si tratta di 15 immobili da mettere sul mercato, per ricapitalizzare Atac Patrimonio: tra cui tre ex depositi dei mezzi pubblici piazza Ragusa, via Alessandro Severo (San Paolo) e piazza Bainsizza (Vittoria) - le rimesse di Portonaccio e Trastevere, uffici locali tecnici e altre aree già utilizzate dalle aziende di trasporto romane. Gli immobili saranno ceduti a un fondo immobiliare, incaricato di valorizzarli. La successiva incorporazione in Atac permetterà all'azienda di risanare i conti, proprio grazie alla valorizzazione degli immobili, e all'amministrazione di risparmiare una ventina di milioni di tasse, da destinare ai servizi pubblici. Superato, questo scoglio, il consiglio comunale passerà all'esame del bilancio 2011: un manovra da 9,2 miliardi di euro (4,4 per la spesa corrente e oltre 4,8 di investimenti), con la necessità di recuperare 388 milioni per riequilibrare le minori entrate, di cui 152 dovuti alla riduzione dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali. La maggioranza prevede di arrivare all'approvazione definitiva del documento tra venerdì 17 e lunedì 20, al termine di una prevedibile maratona di voto. Ma l'opposizione ha già annunciato battaglia in aula, bocciando l'impianto del bilancio voluto da Carmine Lamanda, che a gennaio ha sostituito Maurizio Leo nella stanza dei bottoni dell'assessorato al bilancio. Le minori entrate, secondo i conti dei tecnici capitolini, saranno recuperate per 71 milioni grazie agli introiti garantiti dalla tassa di soggiorno, per 25 dal recupero dell'evasione e per 78 dai dividendi sugli utili delle aziende municipalizzate, in prevalenza dell'Acea. Dai condoni e oneri concessori (per la cosiddetta legge Bucalossi) dovrebbero invece essere recuperati circa 57,73 milioni. Sul fronte degli investimenti, la parte del leone la farà il settore dei trasporti: i tre miliardi assegnati a questo comparto serviranno a finanziare la realizzazione delle linee metro C e B1, dei corridoi della mobilità, del prolungamento del tram 8 fino a piazza Venezia (il cantiere aprirà nei prossimi mesi). Ma anche per la manutenzione e l'acquisto di nuovi treni per le metropolitane. Per il resto, le risorse complessive per la spesa sociale sono pari a 318 milioni (10 milioni per la realizzazione del Polo della solidarietà in via Salaria), mentre alla Scuola andranno 177 milioni, 7,2 dei quali serviranno ad aumentare di 1.175 unità i posti negli asili nido. Le brutte notizie, per i romani, arrivano invece dalla Tia (tariffa di igiene ambientale), che da quest'anno sostituisce la Tari. Se l'Assemblea capitolina approverà le delibere propedeutiche al bilancio che riguardano l'Ama, che arriveranno in aula già domani, i cittadini della Capitale quest'anno pagheranno (in media) il 12,1 per cento in più del 2010. Colpa del combinato disposto del ritorno dell'Iva per il 2011 e di un lieve incremento dei «costi necessari a garantire gli obiettivi dei servizi a tariffa». Gli arretrati dello scorso anno sull'Iva (che il Campidoglio ha deciso di diluire in tre rate annuali) saranno invece versati a partire dal 2012, garantendo quindi un ulteriore 3,3 per cento in più dal prossimo anno.

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