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Data: 06/06/2011
Testata giornalistica: L'Adige
Trentino Trasporti continuerà anche in futuro a gestire il servizio di autobus nel Comune di Trento

Trentino Trasporti continuerà con tutta probabilità anche in futuro a gestire il servizio di autobus nel Comune di Trento. «Questo è ad oggi il nostro orientamento» conferma Michelangelo Marchesi , assessore alla mobilità. Nel 2009 uno dei primi atti della nuova amministrazione cittadina era stato quello di prorogare l'affidamento del trasporto pubblico per due anni alla società controllata dalla Provincia, in attesa di verificare se sia il caso di procedere ad una gara ad evidenza pubblica aprendo alla concorrenza privata. La proroga scade a fine anno e in Comune parte domani il confronto per valutare le possibili opzioni. La commissione di vigilanza sui servizi è convocata per aprire la discussione e Marchesi spiegherà quali sono le convinzioni maturate. L'assessore porterà una serie di dati e soprattutto l'esempio di quanto è successo nel recente passato in città come Genova e Modena, dove l'avvento di società private nella gestione del trasporto pubblico pare aver dato risultati negativi. Nel capoluogo ligure nel 2005 la francese Transdev, controllata al 50% dal Tesoro e per l'altra metà da Veolia Environment, ha acquistato il 41% e acquisito la gestione di Amt spa, l'azienda di trasporto pubblico. A Modena invece la parigina Ratp si è comprato il 49% della Atcm, la società di trasporto provinciale. «In entrambi i casi i risultati sono stati deludenti - spiega Marchesi - perché a Genova i francesi alla fine hanno mollato mentre a Modena c'è stato un peggioramento dei servizi». Una situazione confermata dalle frequenti proteste dei comitati consumatori locali. Non che a Trento le cose vadano tutte per il verso giusto. In un momento di risorse in calo il Comune ha dovuto metterci dei soldi suoi, oltre ai quasi 16 milioni passati dalla Provincia, per garantire alcuni servizi. E il sindaco Andreatta nel recente passato ha bussato cassa chiedendo a piazza Dante che venga riconosciuto il ruolo del servizio autobus rivolto anche all'utenza esterna. Ma in generale i dati confermano che il servizio è apprezzato e considerato tra i più efficienti a livello nazionale. Cambiare insomma sarebbe considerato una sorta di salto nel buio. «Eppoi se proprio si dovesse fare una gara - fa notare Marchesi - bisognerebbe farla per tutta la provincia perché ci sono delle economie di scala da considerare e perché i servizi urbano ed extraurbano sono strettamente integrati». Basti pensare ad abbonamenti e biglietti unici. E siccome l'extraurbano non è in scadenza bisognerebbe quantomeno prorogare l'affidamento a Trentino Trasporti in modo da riallineare le date. Il centrodestra, in particolare il Pdl, è invece da sempre convinto che i servizi, compreso il trasporto pubblico, debbano essere affidati tramite gara e spingono per un'apertura al mercato privato. Paolo Dal Rì , presidente della commissione di vigilanza sui servizi, cita il caso di Lavis, dove da qualche anno gli autobus sono gestiti da una società privata. «Lì - assicura Dal Rì - nonostante l'atteggiamento pesante nei confronti di una società che si era sottratta al dominio di Trentino Trasporti, la cosa funziona bene e sono tutti contenti e soddisfatti. Noi siamo convinti che a parità di tutele per i dipendenti il servizio potrebbe essere gestito in maniera molto più economica». L'esponente del Pdl critica inoltre come una forzatura i patti parasociali che hanno sancito nero su bianco l'esistenza di un controllo analogo da parte del Comune sul servizio erogato, come previsto dalla legge in caso di affidamento in house, cioè ad una società pubblica. «Ma il caso di Lavis non fa testo - ribatte l'assessore Marchesi - perché si tratta di un servizio micro rispetto alla complessità della rete di linee di Trento». Insomma, la partita che si apre domani sembra in realtà avere un finale già scritto.

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