TRENTO - Il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei vuole una legge sulle modalità di contrattazione? (leggi l'articolo)«Se davvero è così, mi auguro che poi Bombassei raccolga le firme per sciogliere l'associazione degli industriali perché allora non si capirebbe la funzione delle rappresentanze sociali». Replica così Susanna Camusso alla presa di posizione di Bombassei a favore del rafforzamento della contrattazione aziendale, anche in deroga alle norme del contratto nazionale, come avvenuto in Fiat. Il segretario generale della Cgil è stata protagonista nell'ultima giornata del Festival dell'Economia di Trento di un applaudito intervento su «Stato, mercato e protezione sociale» insieme all'economista del lavoro e consigliere di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Pietro Garibaldi. Camusso parla di riforma fiscale («bisogna ridurre gli squilibri») e di manovra economica («con i tagli lineari non si produrrà crescita») e attacca il governo «che non tutela i lavoratori e il patrimonio industriale», citando tra gli altri il caso dei treni con il gruppo privato Ntv che affida commesse a gruppi stranieri nell'indifferenza generale.
L'ABDICAZIONE DI CONFINDUSTRIA - «Mi pare che le idee di Bombassei siano la negazione di una funzione di Confindustria e della capacità reale di contrattare un modello» ha commentato poi a margine Camusso. «Ognuno faccia come vuole, sostiene in sostanza Bombassey, non capisco come faccia poi a dire che c'è una assunzione di rappresentanza più forte».
FIAT, MANCA LA NOTIZIA - Sergio Marchionne e la Fiat «vogliono giocare con le loro regole. E si sono costruiti un modellino a loro dimensione». Però, ha aggiunto la leader del primo sindacato italiano, «continuiamo a non sapere qual è il piano di Fabbrica Italia e siamo molto in difficoltà a valutare il rapporto tra produttività e investimenti in Italia e internazionalizzazione. Insomma, manca la notizia».
SACCONI? INSEGUE FANTASMI- Quando il ministro del lavoro Maurizio Sacconi afferma che Marchionne è attaccato dai sindacati tradizionali, dalla «borghesia bancaria» e da certa parte della magistratura «insegue fantasmi e dovrebbe invece ricordarsi che il suo compito è tutelare i lavoratori e trovare soluzioni condivise».
RIFORMA FISCALE - «Bisogna partire - ha detto Camusso - dalla riduzione delle disuguaglianze. La tassazione sul lavoro e sulle imprese è molto alta mentre quella sulle rendite e sui patrimoni e bassa. Prima operazione che andrebbe fatta è di riequilibrio, la seconda, non in ordine gerarchico, è portare a emersione il sommerso che alimenta corruzione e illegalità
MANOVRA - «Una? Due? Mi pare ci sia un po' di incertezza nel governo in questo periodo. Ma i conti non erano in ordine? La spesa corrente è cresciuta di 12 miliardi, sarebbe bene sapere dove sono finiti. Nessuno riesce a immaginarsi le prospettive di questo Paese se si fanno 46 miliardi di tagli ulteriori e lineari».
FINCANTIERI - Se chiudono gli stabilimenti del Sud l'aternativa «è la camorra» ha avvertito Camusso: per i lavoratori di Fincantieri «non ci sarà un'Alitalia due, con sette otto nove anni di cassa integrazione: non è questa la richiesta, i lavoratori chiedono prospettive».
SALARIO MINIMO - Camusso si è detta contraria a una delle proposte avanzate da Pietro Garibaldi sull'introduzione di un salario minimo orario. «Il rischio è che venga definita così la fascia bassa del lavoro, con effetto di ulteriore abbassamento delle retribuzioni più che di rafforzamento delle fasce più deboli». La direzione, per Camusso, resta quella di un contratto valido erga omnes
I TRENI - Cosa hanno fatto Montezemolo Della Valle e Bombassei, gli imprenditori entrati nel settore dei treni? «Anziché affidare le commesse al gruppo pubblico italiano Ansaldo le hanno date ad Alstom», ha affermato il numero uno della Cgil attaccando il governo per la latitanza nelle politiche industriali.