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Data: 07/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Marchionne replica a Camusso «Chiaro l'impegno per l'Italia» L'ad del Lingotto spiega che il progetto di spostare la testa del Gruppo «non è sul tavolo»

Fim-Uilm in giudizio, a fianco della Fiat, contro il ricorso Fiom sulla newco di Pomigliano

ROMA. «L'impegno della Fiat in Italia è chiaro, non abbiamo cambiato idea. Stiamo cercando di fare il nostro meglio». Sergio Marchionne replica al segretario della Cgil Camusso (leggi l'articolo) che aveva chiesto alla Fiat di mettere sul tavolo gli investimenti promessi, indicando scadenze e produzione di Fabbrica Italia: «Se si tratta di risolvere problemi e andare avanti, gli obiettivi sono totalmente in linea. Altri tipi di apertura non mi interessano. Faccio il metalmeccanico, non chiedo di più» afferma il manager.
Concentrato su fabbrica Italia, di cui ancora però non si conoscono i dettagli operativi, Marchionne sgombra anche il campo da un altro problema: rinviando ad altra occasione la questione della sede del gruppo Fiat-Chrysler. L'ad del Lingotto - che prima di rientrare negli Usa oncontrerà il neo sindaco di Torino Piero Fassino - spiega che l'argomento «non è sul tavolo, non è sulla mia scrivania. Tutto questo è da risolvere nel futuro, non adesso».
Altre scadenze infatti incombono, a partire dal completamento della scommessa multinazionale della Fiat. In ballo c'è l'acquisizione dell'1,7% detenuto in Chrysler dal governo canadese per la quale il Lingotto ha offerto 125 milioni di dollari. Marchionne spiega che la proposta è sul tavolo ufficialmente, «dipende se accetteranno l'offerta. E' la stessa offerta che abbiamo fatto al governo Usa. La loro posizione non è strutturalmente diversa, decidano se vendere adesso o aspettare. Se vogliono aspettare, lo facciano ma il prezzo può cambiare».
In vista dell'udienza al tribunale di Torino del 18 giugno per il ricorso presentato dalla Fiom sulla newco di Pomigliano, si consuma una nuova rottura tra i sindacati. Fim e Uilm hanno presentato una memoria in difesa dell'accordo separato. «Nella memoria - spiega il segretario Uilm Rocco Palombella - abbiamo voluto evidenziare lo spirito con cui abbiamo firmato l'intesa: il nostro obiettivo è la difesa dei livelli occupazionali e della vocazione industriale del Paese. Non abbiamo tentato di mettere fuori gioco nessuno, non è un accordo contro qualcuno. Se il giudice lo riterrà opportuno ci sentirà». Anche la Fismic si è costituita in giudizio.
Una posizione accolta con sorpresa dalla Fiom che ha presentato il ricorso alla magistratura. «Vedo un ampio soccorso all'azienda da parte degli altri sindacati. La scelta di Fim e Uilm si qualifica da sola» commenta il responsabile del settore auto delle tute blu della Cgil, Giorgio Airaudo. Che aggiunge: «Noi abbiamo rispetto della magistratura, siano andati in tribunale e serenamente esercitiamo un nostro diritto».

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