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Pescara, 14/04/2026
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Data: 07/06/2011
Testata giornalistica: Il giornale di Calabria
La Cisal blocca gli autobus. Impedita la partenza dei mezzi in seguito all'accordo sui premi di produzione

La protesta attuata da 150 autisti. In arrivo una raffica di denunce da parte della polizia di Stato

HANNO bloccato l'ingresso dell'autostazione. Tutte le corse cittadine e il 60% delle tratteextraurbane. Come forma di protesta. Protagonisti dello stato di agitazione sono circa 150 autisti dell'azienda di trasporti "Fratelli Romano" che, nella notte tra domenica e lunedì e per tutta la giornata di ieri, hanno bloccato i pullman in uscita dall'autostazione di FondoGesù. Una protesta innescata, come affermato da Pasquale Mungari, segretario regionale della Faisa-Cisal, «a seguito della firma dell'accordo tra alcune sigle sindacali sui premi di produzione, mentre la nostra associazione di categoria, che rappresenta circa 175 dipendenti, a fronte dei 40 autisti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, è stata esclusa. La Cisal - ha proseguito Mungari - stava infatti portando avanti una trattativa che è stata bloccata dalla firma dell'accordo». La Cisal ha quindi chiesto la riapertura di un tavolo in cui continuare le trattative per il premio di produttività, attestatosi a 500 euro a dipendente. E non solo. Perché come aggiunto da Mungari la sigla chiede «maggiori garanzie per la stabilizzazione dei precari, circa una ventina, dal momento che a breve i servizi verranno affidati con l'espletamento di gare d'appalto. In merito a questo chiediamo di introdurre clausole di garanzia per mantenere i dipendenti». Ma anche «la creazione di una sala di sosta per i conducenti e l'equiparazione de salari tra gliautisti», ha concluso Mungari. Tuttavia Dino Romano, amministratore delegato dell'azienda, raggiunto telefonicamente, perché impegnato in una riunione a Roma organizzata dall'Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori) ha affermato che «la protesta non rispetta la regolamentazione per gliscioperi nelcampo dei servizi essenziali per il trasporto pubblico. Solitamente questeazioni diprotestavengono pubblicizzate e regolamentate per evitare disagi all'utenza. L'accordo è stato siglato da quattro sindacati: Cgil, Cisl,Uil eUgl che si sono seduti al tavolo e hanno accettato,con la firma, le condizioni dell'accordo. Con la Cisal solitamente organizziamo incontri individuali». Fumata nera per la riunione convocata nella capitale prima della protesta, «purtroppo -ha continuato Romano - l'incontro organizzato dalla nostra associazione di categoria (Anav, ndr) per affrontare e risolvere la vertenzainattonon sièpotutatenere, perché mancavano i responsabili provinciali della Cisal». Intanto sono al vaglio degli investigatori della polizia di Stato le posizioni di un gruppo di dimostranti che potrebbe essereaccusato diviolenza privata e interruzione del pubblico servizio. Le forze dell'ordine sono state quindi costrette a rimuovere il blocco tanto nella serata di domenica, quanto nel pomeriggio di ieri. Alcuni mezzi ieri sera presentavano peraltro le gomme forate. La protesta hamesso in ginocchio l'utenza. Per i disagi relativi all'assenza di servizi, e senza alcun preavviso. Tra domenica e lunedì infatti molti viaggiatori sono rimasti a terra permolte ore.I pullman per Roma, Milano e Torino, a causa della protesta, sono infatti partiti con grossi ritardi. Stessi disagi ieri mattina, quando alle 11.30, orario di punta per la partenza di pullman provinciali,gruppi sparuti di viaggiatori sono entrati nel nuovo terminal per poi ritornaresui propripassi.Alla notizia che le tratte urbane non sarebbero state garantite.Lungheattese quindiperi residenti dicomuni dellaprovincia, tra questi i coniugi Santa e Gabriele Guarino di Altilia, seduti sulla panchina all'interno dell'autostazione. "Stiamo aspettando il pullman per tornare a casa, ma come possiamo fare? Non parte nessuno e noi siamo stanchi, siamo in giro da questa mattina". Stessa sorteper ElenaViziteo,impossibilitata aritornare a Scandale. "Devo rientrare prima di pranzo, perché questo pomeriggio devo lavorare». Salam è invece sconsolata sulla panchina, mentre aspetta notizie. Deve ritornare a Melissa per fare mangiare il piccolo, un bimbo di due anni. Il piccolo è annoiato, così da scendere dal passeggino per correre nell'autostazione quasi deserta. Entrambi devono raggiungere la casa famiglia dove abitano ormai da qualche mese. Tanti altri utenti non hanno neanche aspettato.Hanno infattideciso di chiamare amici e parenti per poter ritornare a casa. E oggi in Prefettura si media.

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