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Pescara, 23/05/2024
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Data: 08/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
«Referendum, in ballo anche i trasporti» Filt-Cgil: no al rinnovo dei contratti dirigenziali in scadenza. Il sindacato invita la Regione a vigilare e ricorda che l'ipotesi di privatizzazione non si limita all'acqua

PESCARA. Alta tensione nel trasporto pubblico regionale. Alla vigilia del referendum sulla privatizzazione dei servizi, il segretario Filt Cgil Abruzzo, Luigi Scaccialepre, dice no al rinnovo dei contratti in scadenza dei dirigenti (direttori e vice) per le aziende abruzzesi. Presa di posizione che si spiega anche con alcuni aspetti poco conosciuti del quesito referendario.
«Oltre all'acqua», osserva Scaccialepre, «c'è in ballo il trasporto pubblico, perché il quesito numero 1 (scheda di colore rosso) riguarda tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica. Tra questi vi sono appunto i trasporti. Votare sì significa manifestare contrarietà alle ipotesi che prevedono di affidare i servizi alle imprese private».
L'invito della Filt-Cgil Abruzzo è in linea con tutta la posizione referendaria del sindacato, che è quella di «recarsi alle urne per respingere con un sì il tentativo di promuovere, in un settore come la mobilità collettiva, finanziata quasi interamente da risorse pubbliche e ad alta valenza sociale, una forma di privatizzazione che renderebbe sempre più marginale il ruolo pubblico».
Qualunque sia l'esito del referendum, la Regione sarà comunque chiamata ad assumere presto decisioni e scelte strategiche risolutive sulle modalità di gara, i bacini di traffico e il progetto di azienda unica del trasporto pubblico secondo quanto prevede la legge finanziaria regionale 2011, i cui termini, proprio a causa dei referendum, sono stati rinviati di 60 giorni. «In questa fase di transizione, e in presenza di una contrazione delle risorse», prosegue Scaccialepre, «è necessario evitare che le aziende di trasporto regionali decidano in autonomia azioni e provvedimenti contrari alle linee programmatiche del Consiglio regionale». Il riferimento è, per fare alcuni esempi, alle attività di manutenzione affidate dall'Arpa a ditte esterne; alla disdetta unilaterale degli accordi aziendali in Gtm e alle modifiche degli organigrammi approvate in Sangritana oltre alla questione delle nomine dirigenziali.
Tensioni anche sul fronte delle vertenze aperte nei vari comparti. Dopo il tentativo di conciliazione fallito davanti al prefetto di Chieti Vincenzo Greco, Filt-Cgil ha proclamato con le altre sigle sindacali un primo sciopero di 4 ore dei lavoratori Arpa per il 23 giugno. Il nodo riguarda proprio la decisione dell'azienda di affidare a società esterne per 36/60 mesi l'attività di manutenzione, assistenza e trasferimento dei mezzi da di esternalizzare. Ad alimentare contrasti è inoltre la mancata trasformazione a tempo indeterminato dei contratti di inserimento degli autisti assunti con l'ultimo concorso pubblico.
Problemi anche nelle ferrovie, dove si registrano forti disagi tra i lavoratori a causa delle gravi carenze di personale e per il forte deficit infrastrutturale.
«Un quadro davvero desolante», commenta Scaccialepre che invoca un intervento urgente dell'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, «contro il quale i ferrovieri abruzzesi hanno già incrociato le braccia lunedì scorso».

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