ROMA. L'Europa scoraggia il taglio delle tasse e invita l'Italia a destinare sforzi e risorse alla riduzione del debito. L'Ue considera «credibile fino al 2012» il piano di consolidamento dei conti pubblici dell'Italia del periodo 2011-2014. Ma chiede al governo di varare nuove misure entro ottobre affinché «il livello molto alto del debito imbocchi un percorso stabile di riduzioni». L'obiettivo è quello di riportare entro il 2012 il rapporto deficit/Pil sotto la soglia del 3% con un impegno precisamente al 2,7%.
Le raccomandazioni della Commissione europea intervengono nel fuoco della discussioni interne al governo sulla riduzione delle tasse e implicitamente sostengono la linea del rigore tremontiano. Nel vertice di Arcore il ministro dell'Economia è riuscito a bloccare le richieste leghiste e dello stesso Berlusconi di aprire i cordoni della borsa.
Le sollecitazioni tuttavia non finiscono qui. L'Italia dovrà «essere pronta» a prevenire ogni possibile sforamento dei conti rispetto a quanto programmato e di destinare quindi all'accelerazione della riduzione del deficit e del debito «ogni» positivo imprevisto dovesse verificarsi sul fronte della politica di bilancio.
E' un richiamo forte al rigore e a tenere desta l'attenzione sulle debolezze strutturali dell'economia italiana. L'esecutivo europeo consiglia comunque di non trincerarsi nel recinto dei conti. Bisogna stimolare la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro, in particolare nel Mezzogiorno, solo «compiendo ulteriori passi in avanti nel periodo 2011-2012». La ricetta europea indica come ingredienti, il miglior funzionamento del mercato del lavoro, l'introduzione di una maggiore concorrenza in quello dei servizi, il rafforzamento delle politiche di sostegno all'innovazione e alla ricerca e le misure per rendere più veloce ed efficace l'utilizzo dei fondi strutturali europei. La quota dei fondi mobilitati dall'Italia nel periodo 2007-2013 era mediamente pari «solo» al 16,8% del totale, e nelle regioni del Sud risultava anche «molto più bassa». Anche dai singoli commissari sono arrivate raccomandazioni al nostro Paese. Quello al lavoro, Laszlo Andor, ha puntato il dito sulla disoccupazione giovanile chiedendo di mettere mano «agli aspetti contrattuali». Il commissario agli affari economici e monetari, Olli Rehn, ha auspicato invece che l'Italia applichi «il previsto consolidamento fiscale per il periodo 2011-2012 anche per gli anni successivi».
Per il ministro Brunetta «l'Europa riconosce all'Italia rigore e credibilità nella definizione degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici. Ora la sfida è quella di continuare la strada delle riforme strutturali per superare le debolezze che hanno caratterizzato l'economia italiana nell'ultimo decennio».
Bruxelles che chiede all'Italia lotta a lavoro nero e meno burocrazia per risvegliare il mercato, piace alla presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia: «E' esattamente quello che chiediamo noi, così come ribadiamo che il rigore dei conti pubblici vada mantenuto». Per questo, insiste, «bisogna fare le riforme magari anche a costo zero, che però aiutano la crescita».
Con Tremonti solo stagnazione, commenta Stefano Fassina del Pd: «Per abbattere il debito pubblico è urgente una strategia della crescita che questo governo non è in grado di realizzare».