Ribaltata la decisione del vertice di lunedì Nicolaj: continuerò l'escavo dei fanghi già concordato
PESCARA. E' caos sui lavori di dragaggio del porto. La linea di intervento uscita fuori lunedì, durante un vertice in prefettura, è stata ribaltata nel giro di 24 ore. Ieri dal ministero è giunta notizia che l'appalto in corso non sarà revocato.
Prima, lo ha rivelato il titolare dell'impresa Luca Nicolaj, il quale sostiene di aver ricevuto rassicurazioni telefoniche dal provveditore alle Opere pubbliche Donato Carlea che potrà continuare i lavori per i 10mila metri cubi di fanghi da escavare già concordati, una volta individuata la discarica. Poi, il direttore responsabile dei lavori del ministero delle Infrastrutture Fabio Riva ha in un certo senso confermato questa versione. «L'appalto non viene revocato, almeno per adesso», ha affermato, «non ci siamo posti il problema di farne uno nuovo. La questione da risolvere è invece quella di come smaltire i fanghi e domani (oggi, ndr), ci sarà una riunione su questo al Dipartimento della Protezione civile». Un dietrofront di 180 gradi che rischia di riaccendere le proteste degli operatori marittimi e dei pescatori, beffati per l'ennesima volta. Il sottosegretario all'Ambiente Giampiero Catone aveva assicurato, al termine della maxi riunione di lunedì con i ministeri, che i lavori di dragaggio già affidati a Nicolaj, rivelatisi inutili e troppo costosi, sarebbero stati bloccati per procedere a un appalto nuovo più veloce ed economico.
Ora, stando alle dichiarazioni del titolare dell'impresa e del direttore del ministero, si scopre che non sarà così. E a questo punto la fragile tregua della marineria rischia di rompersi e potrebbe ripartire la protesta. Pescatori e operatori marittimi, vittime del porto insabbiato, si sentono presi di nuovo in giro.
Come è possibile che nel giro di 24 ore, dopo il vertice in prefettura, in cui si era stabilita la linea da seguire per salvare il porto insabbiato, il programma del provveditorato alle Opere pubbliche sia cambiato di nuovo? «A me non interessa continuare i lavori», ha ribadito Nicolaj, «ma Carlea mi ha detto al telefono che l'appalto non verrà assolutamente revocato, perché non si può bloccare. Secondo lui, gli organi di informazione, che hanno riportato la notizia del vertice, hanno interpretato male le parole del sottosegretario». «Il provveditore», ha aggiunto il titolare dell'impresa, «mi ha chiesto anche se è possibile lasciare sulla banchina la macchina per il trattamento dei fanghi per tutta l'estate».
La notizia del dietrofront sull'appalto è circolata subito tra gli operatori marittimi. Il pilota del porto Leonardo Costagliola si è detto sconcertato. Forti perplessità sono state espresse dal responsabile della società marittima Sanmar Bruno Santori. «Facciano ciò che vogliono», ha commentato, «mi sembra, tuttavia, che i lavori svolti fino ad oggi nel porto si siano rilevati completamente inutili».