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Pescara, 14/04/2026
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09/06/2011
Il Secolo XIX
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Amt, Vincenzi firma la tregua Sì alle richieste dei tranvieri, sciopero revocato. Ma è già polemica sui mancati risparmi |
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IL SINDACO dice sì alle richieste dei tranvieri, revocato lo sciopero di 24 ore proclamato per la giornata di oggi. Le sigle dei rappresentanti di Comune e sindacati sono state apposte intorno alle 21, al termine dell'ennesima vibrante giornata di trattative. Bypassando le iniziali contrarietà su alcuni punti dell'accordo avanzate dal suo vice e assessore alla Mobilità Paolo Pissarello, Marta Vincenzi ha ieri risposto all'invito dei sindacati di sottoscrivere - in attesa della firma definitiva dell'accordo, per la quale sarà necessario un referendum nelle rimesse e la composizione del nuovo consiglio di amministrazione dell'azienda - il documento che prevede 220 prepensionamenti e quello, parallelo, che chiedeva dalla stabilizzazione dei precari ai riassorbimenti dei lavoratori oggi in Ami, dall'anticipo un anticipo di parte del premio di produttività previsto per il 2011. Il risultato immediatamente visibile è la rinuncia allo sciopero. Oggi bus, metropolitana e impianti circoleranno regolarmente. Sullo sfondo, a motivare l'azione della Vincenzi, la necessità di ricompattare il fronte Tursi-sindacati in vista della nuova battaglia con la Regione, che si giocherà da oggi e mette in ballo 3 milioni di euro di recuperi sui tagli del 2010. «Avevano bisogno di un punto di riferimento», si è limitata a dichiarare ieri pomeriggio la Vincenzi nel corso di un'interruzione della trattativa. Ai sindacati non bastano l'assessore e vicesindaco Paolo Pissarello e l'attuale presidente ad interim dell'azienda, Ermanno Martinetto. Per due motivi: la contrarietà del primo ad alcuni punti del lungo elenco presentato da Faisa Cisal, Filt Cgil, Uiltrasporti, Fit Cisl e Ugl Trasporti nel documento parallelo a quello che prevede l'esodo anticipato di più di 200 tra autisti e altri dipendenti. In secondo luogo, i rappresentanti dei lavoratori temevano che un accordo soltanto siglato - la firma vera sarà il primo atto del nuovo cda, ancora da insediarsi - possa non convincere a pieno il personale delle rimesse. Quello che il 27 e 28 giugno, terminata la serie di assemblee, dovrà pronunciarsi, col referendum di rito, sull'accordo. Diverso sarà presentarsi davanti ai lavoratori con la sigla del sindaco in persona. Perché la Vincenzi si è resa protagonista di questa fuga in avanti? Non c'era soltanto l'imminenza dello sciopero - da sindaco sempre una sconfitta - ma anche la necessità di serrare le fila in vista di un'altra battaglia: quella per la spartizione dei 50 milioni di euro in arrivo dal governo e in parte (in teoria) destinati al trasporto pubblico locale. In particolare il match si incentrerà sui soldi (circa 3 milioni) sui quali Amt sperava di fare affidamento e che invece risultano bloccati in un battibecco tutto interno alla giunta regionale. L'idea di arrivare a questo momento con uno sciopero in corso e i rapporti spaccati tra Comune e sindacati ha terrorizzato il sindaco. L'intenzione della Vincenzi, tutta politica, di spostare il problema e gli assalti dei sindacati alla corte di Burlando. In ballo ci sono risorse importanti, in tempi di vacche magre. Risorse per le quali l'assessore regionale al Bilancio Sergio Rossetti ha già pronunciato un chiaro e secco no. Di questi fondi si parlerà oggi in un vertice convocato dall'assessore Enrico Vesco (ufficialmente sul tema delle modifiche alla legge 31 sul trasporto), il primo a richiedere la destinazione di 6 dei 50 milioni in arrivo per il trasporto pubblico su gomma. Per Amt, circa 3 milioni, uno "sconto" - anche se tardivo - sui tagli patiti l'anno scorso con la manovra Tremonti. La notizia sulle crescenti difficoltà a portare a casa il risultato per la netta opposizione di Rossetti (e, si dice, anche del governatore Burlando), è arrivata proprio ieri, alimentando le tensioni e accelerando ulteriormente la discesa in campo della Vincenzi. «L'accordo scaturito - recita una nota congiunta di sindacati, Amt e Tursi - pur nelle difficoltà che caratterizzano la finanza pubblica ed il sistema di finanziamento del trasporto pubblico locale, consente di salvaguardare il servizio, l'azienda, la tenuta occupazionale e le condizioni contrattuali dei lavoratori». Circolano, i bus, oggi. Ma il rilancio dell'azienda, dopo i contrasti con i francesi di Ratp che hanno portato al divorzio, attende una nuova decisiva tappa. Lunedì si riunirà l'assemblea dei soci e Amt avrà un nuovo consiglio di amministrazione (col commercialista Martinetto confermato al vertice). Ancora ignoti gli altri nomi, ma l'urgenza di un consiglio operativo, "tecnico", forte ed efficiente difficilmente porterà a considerare di grande importanza la logica di accontentare i partiti al potere. In ballo, del resto, c 'è la salvezza dell'azienda, tutt'altro che conquistata.
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