Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 09/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'ira di Berlusconi: basta ricatti serve stabilità o meglio le urne. Il primo luglio consiglio nazionale del Pdl per eleggere Alfano segretario

Vertice del partito a palazzo Grazioli. Fiducia sul decreto sviluppo

ROMA - Con i ricatti non si va avanti. Lo sfogo di Silvio Berlusconi ha aperto il vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, che ha fissato il primo luglio il Consiglio nazionale per eleggere il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano.
Ma prima ancora di affrontare i nodi e le scadenze parlamentari, è cresciuta l'irritazione del premier di fronte alla doppia battuta d'arresto al Senato, sulla legge anticorruzione. Inconcepibile che ciò sia potuto accadere, ha esordito il Cavaliere, visto che a Palazzo Madama la maggioranza non ha problemi di numeri. Ed ha fatto chiamare al telefono, dai capigruppo, i 29 assenti pdl, che si giustificavano con vari problemi da cui sarebbero stati afflitti (qualcuno malato, altri fuori Roma per motivi legati a impegni parlamentari). Come ha riferito uno dei presenti, «si è trattato di un falso allarme, perché ormai la frittata era stata fatta, non era più possibile rimediare».
Non è stato il solo momento nero di Berlusconi. Poco dopo un'altra doccia gelida è arrivata dalla commissione Cultura della Camera. L'assenza dei Responsabili ha creato il panico: la maggioranza ha rischiato di essere sconfitta. A quel punto, la presidente della commissione Valentina Aprea ha sospeso la seduta fra le proteste delle opposizioni. Si è poi scoperto che i Responsabili si sono riuniti per nominare un nuovo capogruppo al posto di Luciano Sardelli, in procinto di lasciare. Ma in serata si è pure scoperto che Domenico Scilipoti ha ricevuto una promozione frutto di un accordo tra Pdl ed il suo movimento, Mrn: assumerà la guida di un Dipartimento per le criticità bancarie.
Anche a causa di questa bagarre, è esplosa la rabbia del Cavaliere il quale ha chiesto a tutti maggior senso di responsabilità, dicendo basta ai ricatti. Per poter andare avanti, ha sottolineato, è necessaria la stabilità al governo, che deve completare le riforme. Altrimenti, avrebbe insistito, è meglio tornare al voto.
Al vertice era presente lo stato maggiore del Pdl: oltre ad Alfano, i tre coordinatori, La Russa, Verdini e Bondi, i capigruppo di Camera, Cicchitto e Corsaro, quelli del Senato, Gasparri e Quagliariello, i sottosegretari Letta e Bonaiuti. L'invito a una maggiore compattezza fatto da Berlusconi ha subito trovato riscontro: sul decreto sviluppo, all'esame della Camera la prossima settimana, il governo sarebbe orientato a mettere la fiducia. Ma Berlusconi ha ribadito, come ha fatto nel summit notturno con Bossi, di voler concedere alla Lega il trasferimento al Nord di uffici di rappresentanza di ministeri (rimandando al Cdm previsto per oggi). Inoltre, si è impegnato per le questioni interne: il primo luglio avrà luogo il Consiglio nazionale che dovrà modificare lo Statuto del Pdl per introdurre la figura del segretario politico, ruolo affidato ad Angelino Alfano.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it