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Pescara, 14/04/2026
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09/06/2011
Il Centro
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Verso i referendum del 12 e 13 giugno - Nucleare, il quorum potrebbe scendere. Sul pasticcio delle schede per l'estero deciderà il giudice: in gioco 3,2 milioni di voti. Bossi si asterrà Fini: io no, ha ragione Napolitano |
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ROMA. Il colpo di scena sul referendum del 12 e 13 giugno potrebbe arrivare dall'estero e da quelle schede grige (con il vecchio quesito sul nucleare) che gli italiani residenti nel resto del mondo hanno già barrato. A tre giorni dal voto, nelle frenetiche ore in cui i promotori del "sì" si preparano al rush finale delle mega manifestazioni di piazza (previste per domani) ed i sostenitori del "no" si giocano la partita dell'astensionismo (Bossi non andrà a votare), irrompe sulla scena una questione che potrebbe rivelarsi decisiva per il raggiungimento del quorum sul nucleare. Quando ieri il Viminale ha comunicato che le schede di colore grigio con il quesito sul nucleare riformulato (come ha stabilito la cassazione) sono in corso di stampa e distribuzione, ha aggiunto che però non saranno inviate ai 3,2 milioni di italiani all'estero. Perché i nostri concittadini hanno già votato (la scadenza era fissata al 2 giugno). Ma i loro voti saranno validi o no per il quorum sul quesito relativo alle centrali nucleari? Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha spiegato che a decidere sulla validità di quelle schede sarà «l'ufficio competente della Corte d'Appello di Roma». Lo scenario potrebbe essere questo: se i giudici invalidassero le schede, la percentuale di votanti necessaria al quorum si abbassa e, quindi, la possibilità che il referendum passi aumenta. E a renderlo possibile sarebbe stato proprio il governo con la moratoria sul nucleare. E' dal decreto Omnibus infatti, che sono partiti il ricorso alla Cassazione e la decisione dei giudici ci formulare un nuovo quesito sul nucleare. In attesa del finale al cardiopalma del referendum, i comitati del sì preparano la chiusura della campagna referendaria: Idv e Pd, con i rispettivi leader, domani saranno a piazza Navona, a Roma, ma non saliranno sul palco perché la festa non sarà di partito, ma di popolo. Manifestazioni e concerti sono previsti anche a Milano, Palermo e Napoli. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ieri ha annunciato che andrà alle urne («sono d'accordo con Napolitano», ha detto). Pdl e Lega lasciano «libertà di coscienza» agli elettori, ma Umberto Bossi pare diserterà le urne. «Da quel che mi risulta Bossi non andrà a votare», ha detto ai giornalisti Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord alla Camera. E comunque «sulla consultazione - ha confermato - la linea della Lega è la libertà di coscienza. Ciascuno decide come meglio crede».
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